I segnali contrastanti sulla guerra in Iran inviati in questi giorni da Donald Trump e dal Pentagono lasciano alleati e mercati nell'incertezza. Ogni giorno che passa senza una soluzione peggiora la situazione economica degli Usa e l'instabilità dei mercati. Ecco i cinque scenari possibili per la fine del conflitto secondo gli esperti Usa.
1) IL MODELLO VENEZUELA - Lasciare il Paese nelle mani di un leader anche in continuità col regime di Ali Khamenei ma che scende a patti con gli Usa, come avvenuto a Caracas nel post Maduro. Due giorni fa però Trump ha dichiarato che Teheran ha "commesso un grosso errore" con la nomina di Mojtaba Khamenei. Il problema è che il paragone tra Iran e Venezuela per gli esperti non regge: il regime di Teheran è sopravvissuto a 47 anni di sanzioni, guerre e rivolte interne, trincerandosi con istituzioni militari, religiose e politiche progettate per sopravvivere a qualsiasi singolo leader. Per i manifestanti iraniani che hanno rischiato la vita chiedendo un cambio di regime, poi, un leader sostenuto dagli Stati Uniti potrebbe essere visto come un tradimento.
2) RIVOLTA POPOLARE E CROLLO DEL REGIME - La possibilità del crollo è reale. L'ayatollah Khamenei è morto, l'economia è collassata e l'Iran ha assistito alle sue più grandi proteste dalla rivoluzione del 1979. Il punto è però che l'opposizione iraniana non ha un leader unico e nessuna forza organizzata sul territorio. Il principe ereditario in esilio, Reza Pahlavi, è tra le figure più popolari, ma Trump ha sminuito la sua credibilità. Le forze curde sostenute da Israele potrebbero fornire un certo supporto via terra, ma i rischi sono notevoli, tra cui la possibilità che l'Iran sprofondi in una guerra civile come quella che ha consumato la Siria per un decennio.
3) BLITZ DELLE FORZE SPECIALI CONTRO L'ARSENALE NUCLEARE - Usa e Israele ne hanno discusso. Questo scenario porrebbe fine alla guerra non con un accordo politico, ma con l'eliminazione fisica della minaccia dell'uranio arricchito. Questo scenario prevede anche il controllo dell'isola di Kharg, a 25 chilometri dalle coste iraniane e a meno di 500 dallo Stretto di Hormuz, che funge da terminale per il 90% delle esportazioni di petrolio dell'Iran. L'isola non è stata ancora colpita dai bombardamenti ma se gli Usa ne prendessero il controllo chiuderebbero la gran parte dei rubinetti delle entrate del regime.
4) CESSATE IL FUOCO NEGOZIATO E ACCORDO SUL NUCLEARE. É l'auspicio principale: porre fine al programma dell'Iran è stato uno degli obiettivi principali dell'operazione 'Epic Fury'. Trump ha lasciato aperta una porta alla ripresa dei colloqui, ma resta aperto anche il nodo del programma missilistico iraniano che ha fatto saltare gli ultimi colloqui prima del conflitto.
5) TRUMP DICHIARA VITTORIA E SI RITIRA - Il presidente continua a dire che "la guerra finirà presto". I mercati hanno in parte scommesso su questo, ma lo stesso tycoon ha avvertito che permettere al leader sbagliato di prendere il potere costringerebbe gli Stati Uniti a tornare in guerra "tra cinque anni". La fine dell'operazione potrebbe anche richiedere l'adesione di Israele, per nulla scontata.