Canberra nega coinvolgimento ma appoggia le azioni contro il programma nucleare iraniano; critiche dai Verdi, dalla sinistra laburista e dai gruppi pacifisti, militari a Dubai sani e salvi
Albanese ha affermato che l'Australia non ha alcun coinvolgimento negli attacchi militari degli ultimi giorni all'Iran, ma il suo governo si oppone al regime e sostiene gli interventi che hanno neutralizzato le sue capacità di produrre un'arma nucleare. La posizione di Canberra è in contrasto con quella espressa dal segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, ed è stata criticata in Australia dai Verdi e dalla sinistra laburista, oltre che dai gruppi pacifisti.
"Noi sosteniamo le azioni degli Stati Uniti per prevenire che l'Iran ottenga armi nucleari e che continui a minacciare la pace e la sicurezza internazionale", ha detto il primo ministro. Secondo il leader dell'opposizione conservatrice Angus Taylor, la morte di Khamenei "è una buona notizia" e "una sconfitta per la tirannia". Ha aggiunto che "ora è necessario che le nazioni occidentali agiscano in collaborazione per sostenere un nuovo governo dell'Iran, che sia impegnato a favore del suo popolo e dei diritti democratici".
Per la leader dei Verdi Larissa Waters, invece, gli attacchi all'Iran sono stati "illegali, aberranti e unilaterali". "Il sostegno dell'Australia al presidente Trump nell'attacco illegale di Netanyahu è vergognoso. Non possiamo cercare la pace con i bombardamenti", ha detto. "Questa guerra non porterà sicurezza al coraggioso popolo iraniano, che si batte per la liberazione dal brutale regime. Tanti innocenti sono già stati massacrati, tra cui 60 bambine nell'Iran meridionale, uccise dagli attacchi Usa e israeliani a una scuola elementare", ha aggiunto.
Il ministro della Difesa Richard Marles ha confermato che tutto il personale della Difesa di stanza a Dubai è "sano e salvo", dopo un attacco di droni iraniani alla base aerea di Al Minhad. Il ministro ha indicato che sono circa un centinaio i militari australiani in servizio in Medio Oriente.