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Milano: sindacati si mobilitano per salvare storica libreria Hoepli

27 febbraio 2026
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Sindacati sul piede di guerra per salvare la storica libreria e casa editrice Hoepli di Milano, che prende il nome da un turgoviese, Ulrico Hoepli (1847-1935): quest'ultimo rilevò una piccola libreria nel 1870 nel capoluogo lombardo e in breve tempo la trasformò in una fiorente impresa editoriale attiva a livello internazionale.

In un recente incontro, spiegano i sindacati italiani Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil e la Rsa "la proprietà non ha risposto alle sollecitazioni sindacali in merito alle strategie da mettere in campo a ripresa delle normali attività, requisito indispensabile per l'autorizzazione della cassa integrazione ordinaria".

I lavoratori hanno poi preso atto di una "situazione estremamente critica" e hanno così deciso che "in queste condizioni di incertezza, non sarà possibile siglare un accordo di cassa integrazione ordinaria il prossimo 3 marzo". Per quella data è previsto infatti un nuovo aggiornamento del tavolo sindacale.

"Pur riconoscendo le grandi difficoltà attraversate oggi dall'editoria indipendente - affermano i rappresentanti dei lavoratori - è inaccettabile che una disputa interna alla governance o una visione puramente speculativa relativa all'immobile di via Hoepli (dedicata proprio a Ulrico ndr.), mettano a rischio un patrimonio culturale di inestimabile valore".

Comprata intera vetrina

Nell'estate 2024, un fatto curioso era avvenuto nella storica libreria, tanto che se ne era occupato anche il "Corriere della Sera": il 22 agosto un cliente era infatti entrato nel negozio a due passi dal Duomo e aveva comprato tutto quello che c'era esposto per una cifra vicina ai 10'000 euro.

"Una vendita eccezionale. Sono rimasto stupito e ho trovato geniale l'idea che qualcuno possa ritenere una vetrina talmente bella da volerla comprare per intero. Parliamo oltretutto di uno spazio di 5 metri di lunghezza per 3 di altezza", aveva raccontato in quell'occasione Matteo Hoepli, ultimo discendente di Ulrico, turgoviese naturalizzato italiano.

Questo episodio - aveva detto Matteo Hoepli - ci ha insegnato che non sai mai quello che può capitare. Io rappresento la quinta generazione di un'azienda familiare e non ricordo un episodio così eccezionale nei racconti dei miei nonni o bisnonni. Ora lo racconterò ai miei figli e nipoti". Nella vetrina della storica libreria erano poi stati rimessi dei libri.