Nonostante ripetute preoccupazioni sulla compliance, Deutsche Bank stese il tappeto rosso per l'ex finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. Lo fece dopo che JPMorgan nel 2013 decise di tagliare i ponti con lui, e questi spostò centinaia di milioni di dollari verso la maggiore banca tedesca. Lo scrive il "Financial Times" (FT).
Già si sapeva che il gruppo aveva pagato 225 milioni di dollari di multe e patteggiamenti associati all'ex finanziere. Già si sapeva che aveva fallito nel rispetto della compliance legata a riciclaggio di denaro legato alla Russia. E infatti la banca aveva detto all'FT di riconoscere il suo "errore" di accogliere Epstein tra i suoi clienti, qualcosa di cui si è pentita.
Sono tuttavia le decine di migliaia di email e documenti diffusi dal Dipartimento di giustizia americano a fornire nuovi dettagli sulla relazione tra la banca ed Epstein.
Un cliente ad alto rischio con una condanna penale di solito richiede la verifica da parte di un comitato dedicato al rischio reputazionale, precisa l'FT. Tuttavia, stando alla ricostruzione del quotidiano britannico, nel maggio 2013 l'allora co-capo delle attività di Wealth Management di Deutsche Bank, Chip Packard, disse ai colleghi che ciò non era necessario.
Nell'agosto successivo JPMorgan decise di metter fine alla relazione con Epstein. A quel punto questi scrisse una email a Paul Morris, che da JPMorgan era passato alla banca tedesca: "Intendo trasferire tutti i miei conti corrente a te e a DB". La risposta di Morris: "Jeffrey, ottimo! Apprezzo la tua fiducia". A ottobre nella banca tedesca arrivarono 180 milioni di dollari, più di quanto inizialmente stimato. Per questo Packard scrisse a Morris:
"Congratulazioni". Da lì in poi la banca cercò di usare le conoscenze di Epstein per farsi strada tra gli ultraricchi come Leon Black, co-fondatore di Apollo Global Management, diventato cliente della banca nell'aprile 2014.
Chi dentro Deutsche Bank sollevò dubbi sulla relazione con Epstein portando il caso alle risorse umane, si sentì dire: "Non ti senti a tuo agio nel fare il lavoro per cui sei stato assunto"? Ignorate segnalazioni riguardanti il legame di Epstein con Ghislaine Maxwell, poi finita in prigione per aver aiutato a reclutare minorenni, e persino con l'allora principe Andrew Mountbatten-Windsor, poi destituito dalla famiglia reale e recentemente arrestato.
Nonostante nel tempo i dubbi crescessero, anche per via di versamenti a favore di presunte modelle, la banca non fece nulla. Anzi, alzò da 1'000 a 12'000 dollari il tetto massimo per prelevare soldi con una carta di debito.
Il Dipartimento dei servizi finanziari dello Stato di New York arrivò poi a determinare che in media Epstein prelevava 200'000 dollari in cash all'anno da Deutsche Bank.
Nel dicembre 2018 l'istituto mise fine alla sua relazione con Epstein. Furono però concesse varie estensioni: il 9 luglio 2019 i procuratori di New York lo accusarono di aver sfruttato sessualmente "una vasta rete di vittime minorenni".
A quel punto una risk manager della banca tedesca scrisse una email dettagliando i conti corrente di Epstein ancora aperti: "URGENTE!!! Serve chiudere i conti il prima possibile". Su di essi erano rimasti 33,77 dollari, da restituire con un assegno. La reputazione della banca era stata però nel frattempo intaccata.