Trenta ore per formulare una posizione chiara. Così ha risposto l'Ue agli Stati Uniti dopo l'ennesimo strappo della Casa Bianca sui dazi. In una lunga dichiarazione ufficiale, espressione della Commissione nella sua interezza, Bruxelles tuttavia è andata oltre. E ha di fatto accusato il presidente americano di non rispettare gli accordi.
Non siamo alla rottura tra Stati Uniti e Ue sul fronte commerciale. Una simile prospettiva è lontana da ogni realtà. Ma rispetto all'estate scorsa qualcosa, nella postura della Commissione, è destinato a cambiare.
I dazi al 15% imposti unilateralmente da Donald Trump dopo che la Corte Suprema ha bocciato le premesse giuridiche della sua politica tariffaria, non solo danneggiano l'Europa, ma - nelle prime valutazioni - determinano una violazione dell'intesa siglata in Scozia.
"La situazione attuale non favorisce la realizzazione di scambi commerciali e investimenti transatlantici equi, equilibrati e reciprocamente vantaggios', come concordato da entrambe le parti nella dichiarazione congiunta Ue-Usa. Un accordo è un accordo. In qualità di principale partner commerciale degli Stati Uniti, l'Ue si aspetta che gli Usa onorino gli impegni", si leggeva nella dichiarazione di Bruxelles.
Un grafico diffuso dal Financial Times, nelle stesse ore, illustrava come l'Ue sia tra i destinatari più svantaggiati dal nuovo schema tariffario, che invece paradossalmente sembrerebbe favorire Paesi non certo vicini a Trump, come la Cina e il Brasile.
Alla quota del 15%, infatti, si dovrebbe aggiungere la clausola della nazione più favorita che regolava i rapporti tra Usa e Ue in passato, e che si staglia attorno al 4,8%. Tale clausola, negli accordi con Trump era inclusa nel tetto del 15%.
"I prodotti dell'Ue devono continuare a beneficiare del trattamento più competitivo, senza aumenti delle tariffe oltre il limite massimo chiaro e onnicomprensivo concordato in precedenza", ha spiegato Palazzo Berlaymont. Da Washington hanno provato a calmare un po' le acque. Parlando alla Cbs il rappresentante commerciale americano Jamieson Greer ha spiegato che "gli accordi restano in vigore. Contiamo sul fatto che i nostri partner li rispettino".
Sabato il commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic ha avuto un primo colloquio con Greer e con il segretario al Commercio Howard Lutnick. "La priorità dell'Ue è preservare un contesto commerciale transatlantico stabile e prevedibile", ha ribadito l'esecutivo Ue.
Ma il caos, sull'Atlantico, regna sovrano. Ed anche per questo l'Eurocamera si appresta a congelare nuovamente l'iter di approvazione dei regolamenti attuativi dell'intesa di luglio. "Proporrò al team negoziale del Parlamento europeo di sospendere i lavori legislativi fino a quando non avremo una valutazione giuridica adeguata e impegni chiari da parte degli Stati Uniti", ha annunciato il presidente della commissione Commercio, e relatore del dossier, Bernd Lange.
"Nessuno riesce più a capirci qualcosa" ma "le condizioni dell'accordo di Turnberry sono cambiate", ha incalzato l'eurodeputato socialista. Resta da vedere quale sia la posizione di Ppe e Conservatori, i due gruppi che finora hanno sempre cercato di abbassare la tensione con gli Usa. Ma la posizione di Berlino, in queste ore, risulta anch'essa piuttosto netta. Il leader dei Popolari, Mandred Weber, in qualche modo dovrà adeguarsi.
Il dossier dazi è destinato a irrompere anche nella riunione dei ministri degli Esteri Ue prevista nelle prossime ore. A Palazzo Berlaymont, nel frattempo, l'ordine di scuderia è "unità". La competenza sulla politica commerciale è esclusiva della Commissione ma, questa volta, Ursula von der Leyen ha meno margini di manovra. E un' Europa divisa renderebbe debolissima la sua posizione negoziale.