Il rapporto documenta un assedio di 18 mesi e crimini sistematici contro le comunità Zaghawa e Fur con uccisioni, stupri e negazione dell'assistenza
Nell'ottobre del 2025, ad El-Fasher, in Darfur, i paramilitari delle Forze di supporto rapido (RSF) del Sudan condussero una campagna coordinata di distruzione contro le comunità non arabe "i cui tratti distintivi indicano un genocidio": lo afferma un nuovo rapporto della Missione indipendente dell'ONU di accertamento dei fatti per il Sudan, reso noto oggi a Ginevra.
"L'insieme delle prove che abbiamo raccolto - tra cui l'assedio prolungato, l'induzione alla fame e la negazione dell'assistenza umanitaria, seguiti da uccisioni di massa, stupri, torture e sparizioni forzate, umiliazioni sistematiche e dichiarazioni degli stessi autori - porta a una sola conclusione ragionevole", ha detto Mona Rishmawi, esperta della Missione, citata in un comunicato. "Le RSF hanno agito con l'intento di distruggere, in tutto o in parte, le comunità Zaghawa e Fur a El-Fasher. Questi sono i tratti distintivi del genocidio", ha aggiunto.
La Missione ha documentato crimini di guerra e crimini contro l'umanità, ma le prove stabiliscono che sono stati commessi almeno tre atti di genocidio, sottolinea il comunicato. Questi comprendono: uccidere membri di un gruppo etnico protetto; causare gravi danni fisici e mentali; e infliggere deliberatamente condizioni di vita volte a provocare la distruzione fisica del gruppo, in tutto o in parte.
Il rapporto, intitolato "Segni distintivi del genocidio a El-Fasher", descrive la presa di questa città del Darfur e dei suoi dintorni, preceduta da un assedio durato 18 mesi per indebolire gli abitanti. Migliaia di persone sono state uccise, violentate o fatte sparire durante "tre giorni di assoluto orrore".
I responsabili devono rispondere di tutto ciò, ha affermato Mohamed Chande Othman, presidente della Missione. "Laddove le prove indicano un genocidio, la comunità internazionale ha un obbligo ancora maggiore di prevenire, proteggere e garantire che sia fatta giustizia".