Estero

Ministro giustizia Israele attacca Ue

18 febbraio 2026
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Il ministro della Giustizia israeliano Yariv Levin ha accusato l'Unione Europea (Ue) di "operare per rovesciare dal potere il governo eletto". Lo riporta il sito di informazioni israeliano Ynet spiegando che Levin ha scritto queste parole nella sua risposta a un ricorso presentato dall'Istituto Zulat per l'Uguaglianza e i Diritti Umani sostenendo tra l'altro che "l'Ue finanzia manifestazioni contro il governo eletto in Israele, e ciò durante una guerra".

Levin inoltre accusa Zulat di essere "finanziata da potenze straniere estremamente ostili a Israele. L'ostilità ha raggiunto l'apice durante la guerra attraverso l'imposizione di un embargo sulle armi contro Israele".

Le accuse all'Ue del ministro della giustizia e vicepremier israeliano Yariv Levin sono contenute nella risposta di quindici pagine che ha consegnato oggi all'Alta Corte di Giustizia, chiedendo di respingere la petizione dell'Istituto Zulat per l'Uguaglianza e i Diritti Umani. Nella petizione, presentata a luglio, l'Istituto chiedeva all'Alta Corte di ordinare a Levin di porre fine al boicottaggio nei confronti del presidente della Corte Suprema stessa, Itzhak Amit, che Levin non riconosce come presidente, o in alternativa di dismetterlo dal suo incarico ministeriale.

Nella risposta, Levin riporta i finanziamenti di diversi Paesi europei all'Istituto Zulat - pubblicati nel Registro delle Associazioni - e scrive che "l'esistenza stessa della ricorrente è possibile solo perché finanziata da potenze straniere estremamente ostili allo Stato di Israele". Nel richiedere alla Corte di respingere la petizione, Levin chiede inoltre di "addebitare alla ricorrente - ovvero, di fatto, all'Unione europea - le spese processuali, per la sua palese e illegale ingerenza negli affari politici interni fondamentali dello Stato di Israele, attraverso un canale rappresentato dalla ricorrente".