Estero

Bambino ucciso da esplosione di residuato bellico nella Valle del Giordano

I media palestinesi riferiscono che l'ordigno è esploso mentre bambini giocavano; in Israele cresce il dibattito sulla proposta di pena di morte per i terroristi

17 febbraio 2026
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Un bambino è rimasto ucciso e altre due persone sono rimaste gravemente ferite in seguito all'esplosione di residuati di munizioni militari nel nord della Valle del Giordano, in Cisgiordania. Lo riferiscono i media palestinesi. Le forze israeliane sono state inviate sul posto.

Secondo le prime informazioni, i bambini erano entrati in una zona di tiro dell'esercito israeliano e stavano giocando con l'ordigno inesploso quando è deflagrato.

Intanto, il gabinetto politico-di sicurezza israeliano si riunirà la sera di giovedì 19 febbraio, in concomitanza con il Board of peace a Washington. Lo riferisce Ynet.

Nel frattempo, oltre 1.200 intellettuali, giuristi ed ex alti funzionari di sicurezza israeliani hanno diffuso oggi una petizione contro la proposta di legge per l'applicazione della pena di morte ai terroristi. La proposta, avanzata dal partito del ministro della Sicurezza Itamar Ben Gvir, è stata approvata in prima lettura a novembre.

Tra i firmatari figurano l'ex capo del Mossad Tamir Pardo, l'ex capo di Stato maggiore Moshe Ya'alon e l'ex capo dello Shin Bet Ami Ayalon, nonché diversi giudici emeriti della Corte Suprema e cinque premi Nobel israeliani.

La lettera invita il Parlamento israeliano a respingere la proposta nel corso dell'iter legislativo, in quanto "l'introduzione della pena di morte getterà una macchia morale su Israele e contraddirà la sua identità di Stato ebraico e democratico". "La pena di morte è una misura estrema e assoluta, la cui principale giustificazione presentata - scoraggiare gli assassini - non è supportata dalla ricerca scientifica", aggiungono i firmatari.

Nei giorni scorsi, il premier Benjamin Netanyahu ha chiesto a Ben Gvir di modificare il disegno di legge in diversi punti, in particolare nell'articolo che prevederebbe l'applicazione della pena capitale solo nei casi in cui sia stata provocata la morte, tramite un atto di terrorismo, di un cittadino o residente israeliano. Netanyahu ha chiesto che tale clausola venga eliminata perché non includa discriminazioni nei casi di terrorismo ebraico contro i palestinesi.