Una donazione di 30.000 sterline a una società d'investigazione per monitorare il Sunday Times provoca indagini interne e richieste di dimissioni
Nuovo scandalo e nuovi imbarazzi per il premier laburista britannico Keir Starmer, dopo il caso legato ai rapporti fra l'ex ministro Peter Mandelson - da lui nominato ambasciatore negli Usa - e il defunto faccendiere pedofilo americano, Jeffrey Epstein. Stavolta in ballo ci sono le accuse di spionaggio ai danni di giornalisti scomodi emerse sui media a carico di Labour Together: think tank promosso dagli eredi del New Labour di Tony Blair che negli ultimi anni ha spianato la strada all'ascesa al potere di sir Keir, animato in passato da Morgan McSweeney, potentissimo ex braccio destro e capo dello staff del premier, costretto a dimettersi giorni fa a causa dei suoi stretti legami con Mandelson.
La vicenda fa riferimento a un versamento di 30.000 sterline che Labour Together risulta aver a suo tempo fatto per pagare una società d'investigazione privata, APCO Worldwide, incaricata di spiare la redazione del Sunday Times in modo da cercare di scoprire fonti e origini di un'inchiesta giornalistica che aveva denunciato l'esistenza di donazioni non dichiarate per la campagna di Starmer raccolte dal think tank prima delle elezioni politiche del 2024. Accuse su cui la ministra della Tecnologia, Liz Kendall, incalzata oggi in TV, ha infine promesso indagini interne da parte del governo.
Impegno peraltro tardivo e insufficiente, secondo tutte le opposizioni. Da Kevin Hollinrake, presidente dei Tory, che bolla l'accaduto come l'ennesimo scandalo e come un «segnale preoccupante di disprezzo verso la stampa libera». Fino agli indipendentisti scozzesi dell'SNP, che invocano il siluramento del ministro Josh Simons, vice coordinatore dell'Ufficio di Gabinetto, a capo di Labour Together all'epoca del presunto spionaggio.
Sfuggito per ora ai timori di una rivolta interna immediata contro la sua leadership, Starmer resta intanto tutt'altro che al sicuro secondo i giornali: a dispetto delle ultime dichiarazioni in cui ha rivendicato di voler rimanere al proprio posto fino al prossimo voto politico previsto - salvo anticipi - nel 2029.
Molti osservatori considerano in realtà decisivo l'esito delle elezioni amministrative di maggio - a rischio di disfatta per i laburisti secondo i sondaggi - se non già quello della singola temutissima consultazione suppletiva del 26 febbraio per un seggio di deputato in un collegio storicamente blindato per il partito nel nord dell'Inghilterra. Mentre si moltiplicano le ipotesi sui candidati alla successione, fra i quali The Telegraph indica per ultimo l'attuale ministro della Difesa, John Healey, visto come potenziale figura di compromesso interno fra l'ala moderata e le anime più progressiste del Labour.