Alla Conferenza di Monaco invita l'Ue al tavolo dei colloqui con Russia e Usa; sollecita garanzie di sicurezza più lunghe e pressione su Mosca
Il vero scudo contro i russi è l'unità dell'Occidente. Per questo Mosca tenta di dividere l'Ue e l'alleanza transatlantica. Il messaggio di Volodymyr Zelensky, alla Conferenza di Sicurezza di Monaco, arriva poche ore dopo che Marco Rubio, col suo discorso, aveva ridato fiato agli europei, dopo un'apnea iniziata l'anno scorso proprio nella sala del Bayerischer Hof.
E per il leader ucraino escludere l'Europa dal tavolo delle trattative "è un grave errore": Kiev - ha annunciato - "sta cercando di coinvolgerli pienamente" in vista del nuovo round di colloqui con Russia e Usa previsto martedì a Ginevra. "Speriamo siano seri, sostanziali e utili", ha incalzato, mentre lo stesso Rubio ha ammesso di non sapere "se le intenzioni di Mosca al tavolo delle trattative siano serie".
Zelensky, dal canto suo, ha mostrato come sempre di sapere bene cosa vuole: gli Stati Uniti non possono chiedere concessioni solo all'Ucraina, devono premere sulla Russia. Se Donald Trump ottiene da Putin "due mesi di cessate il fuoco, noi andremo alle elezioni", ha ribadito. E le garanzie di sicurezza di 15 anni proposte da Washington non bastano, "devono coprirne più di 20, 30, 50".
"Non c'è Paese in Europa che possa contare solo sulla propria tecnologia e sul proprio denaro per difendersi. In una guerra su vasta scala, nessuno potrebbe farcela da solo", ha esordito Zelensky, accolto da un'ovazione. "Ecco perché, mentre noi investiamo in intercettori e protezione, la Russia investe nella rottura dell'unità tra tutti noi. La nostra unità con voi, l'unità in Europa, l'unità nella comunità euroatlantica. Vogliono romperla perché la nostra unità è il miglior intercettore contro i piani aggressivi della Russia. La nostra unità è ciò che ci protegge".
Il leader senza giacca ha riportato i numeri, impressionanti, le immagini, angoscianti, e una mappa dell'Ucraina in guerra: "Neppure una centrale elettrica è stata risparmiata dagli attacchi russi", ha spiegato. Poi, grafici alla mano, ha incalzato: "Voglio che comprendiate la reale portata di questi attacchi all'Ucraina. Come potete vedere, in un solo mese, a gennaio, abbiamo dovuto difenderci da 6.000 droni d'attacco, la maggior parte dei quali erano droni Shahed, e da oltre 150 missili russi di diversi tipi, e da più di 5.000 bombe. E succede così ogni mese". Ma le perdite sono gravissime anche sul fronte dell'invasore: solo a dicembre i russi hanno perso 35 mila uomini, fra morti e feriti, "c'è addirittura un prezzo", ha spiegato: "quello che paga ora la Russia per ogni chilometro quadrato occupato è di 156 uomini". Putin pensa di essere lo zar, ha poi ripreso a incalzare, ma in realtà è soltanto "uno schiavo della guerra", non riesce più a farne a meno. E vuole ripetere la Monaco del 1938, ha aggiunto paragonandolo ad Adolf Hitler, "il Putin di allora che divise la Cecoslovacchia, e l'Europa andò in guerra un anno dopo".