La Corte di giustizia dell'Unione europea ha annullato le decisioni del Parlamento europeo che nel 2021 avevano revocato l'immunità agli eurodeputati indipendentisti catalani Carles Puigdemont, Antoni Comín e Clara Ponsatí.
Secondo la Corte, la nomina del relatore incaricato di istruire le richieste di revoca era "contraria al requisito di imparzialità", spiega la Corte. Il relatore apparteneva infatti allo stesso gruppo politico in cui militano esponenti di VOX, partito promotore del procedimento penale in Spagna contro i tre eurodeputati.
I giudici hanno rilevato che tale circostanza poteva far sorgere dubbi legittimi sull'imparzialità, anche alla luce dell'organizzazione, da parte del relatore, di un evento nel 2019 con il segretario generale di VOX sul tema "La Catalogna è la Spagna".
La Corte ha così annullato la sentenza della Corte di giustizia dell'UE del 2023 e le tre decisioni del Parlamento europeo, ritenendo nulle le relazioni alla base della revoca dell'immunità.
Puigdemont, ex eurodeputato ed attuale leader di Junts per Catalunya, ha reagito affermando che "la decisione della Corte di giustizia dell'Unione europea è di grande importanza" e, soprattutto, "è una sconfitta molto dura del Parlamento europeo, che ha visto come sono state annullate le sue decisioni, perché erano politicamente viziate".
In una conferenza stampa Puigdemont - attualmente deputato nel Parlamento catalano e residente a Waterloo, in Belgio, dal 2017, in quanto inseguito sempre da mandato di arresto in Spagna - ha segnalato che "la sentenza ci inorgoglisce molto come difensori dell'indipendenza della Catalogna e di una causa di democrazia".
E "ci rallegra anche come europei", ha aggiunto, "perché ancora una volta la lotta dell'indipendentismo catalano ha ottenuto che i tribunali, il massimo tribunale dell'Unione europea prenda posizione a favore dei diritti delle minoranze".
L'esponente indipendentista ha ricordato che la revoca dell'immunità fu votata dal Partito socialista spagnolo (PSOE), dal Partido Popular (PP) e da VOX, con "un grande sostegno del governo spagnolo e la complicità vergognosa della presidenza del Parlamento europeo", che "si rifiutò di ricevere" gli eurodeputati, quando a suo tempo denunciarono "la chiara mancanza di imparzialità" del processo.