Estero

MO: tregua di sangue a Gaza, 24 morti nei raid israeliani

4 febbraio 2026
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Il cessate il fuoco siglato in Egitto il 10 ottobre è appena entrato nella seconda fase con la riapertura del Valico di Rafah, tuttavia le armi continuano sparare. Fin dai primi giorni dopo la tregua si sono susseguiti a Gaza continui "incidenti" che hanno contato morti e feriti, con Israele e Hamas che si accusano a vicenda di aver violato l'accordo di pace. Ma nonostante lo spargimento di sangue, per il momento il confine tra la Striscia e il Sinai egiziano resta aperto.

Nella notte tra martedì e mercoledì nel nord dell'enclave, secondo la ricostruzione fornita dall'Idf, un gruppo di terroristi ha sparato sui soldati della brigata Alexandroni ferendo gravemente un ufficiale riservista sul lato israeliano della Linea Gialla, che divide Gaza tra le aree controllate da Israele e Hamas. L'esercito ha risposto aprendo il fuoco con i carri armati e attacchi aerei.

Secondo il ministero della Salute di Hamas, dall'alba gli ospedali della Striscia hanno ricevuto in totale i cadaveri di 24 persone e 38 feriti. Tra le vittime nel quartiere Tuffah di Gaza city i media palestinesi riportano due adolescenti di 12 e 16 anni, e un bambino di 5 mesi nel quartiere Zeitoun. La Mezzaluna Rossa ha dichiarato che tra i morti c'è anche un suo operatore, Hussein al-Samiri, colpito a Khan Younis.

Il portavoce dell'Idf ha fatto sapere che in risposta all'attacco notturno è stato colpito il comandante dell'unità di élite Nukhba di Hamas che prese parte al massacro del 7 ottobre 2023 nel kibbutz di Nir Oz, dove 47 residenti furono assassinati e 76 rapiti e portati nella Striscia.

"E' stato affermato che durante il raid alcuni civili innocenti, tra cui un medico, sono stati colpiti. L'Idf si rammarica per qualsiasi danno arrecato loro", ha detto il portavoce dell'Idf. L'esercito ha preso di mira il comandante Bilal Abu Assi che oltre guidare l'assalto ai kibbutz, avrebbe anche tenuto in ostaggio i corpi di diversi civili israeliani rapiti dopo essere stati uccisi.

Successivamente l'Idf ha fatto sapere di aver ucciso pure il comandante della brigata della Jihad islamica nella Striscia settentrionale, Ali al-Rizaina, in un attacco a Deir al-Balah, al centro di Gaza. Il raid ha centrato la tenda dove si era nascosto tra gli sfollati, insieme a Rizaina è morta anche la figlia R'ada. Altri due figli erano stati uccisi in precedenti tentativi dell'esercito di eliminarlo, dai quali il terrorista si era miracolosamente salvato.

Oggi il portavoce militare ha diffuso un video in cui si vedono uomini armati che usano un'ambulanza della Mezzaluna Rossa per spostare terroristi e armi: "Questa è un'ulteriore prova dello sfruttamento cinico perpetrato regolarmente da Hamas sotto la copertura della popolazione civile per scopi terroristici", ha dichiarato Tsahal.

Di fatto, la seconda fase del piano Trump per la pace pur procedendo con lentezza sta affrontando questioni molto complesse, su cui sono al lavoro gli Stati Uniti, i Paesi arabi e musulmani che hanno firmato l'intesa, e Israele. Il nodo è il disarmo di Hamas, che anche negli ultimi giorni ha dichiarato di non avere mai accettato di deporre le armi. Un passaggio tuttavia cruciale poiché, secondo dichiarazioni non ufficiali, nessun Paese coinvolto è intenzionato a far entrare nell'enclave i suoi uomini come parte della forza internazionale di mantenimento della pace fino a che Gaza resta militarizzata e ampiamente minata.