Estero

Ucraina: maxi attacco russo. Zelensky: "Peserà sui negoziati"

3 febbraio 2026
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La breve tregua energetica, frutto dell'accordo tra il presidente statunitense Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin, è ormai sepolta. La notte in Ucraina, nel gelo dei meno 20 gradi, è stata squarciata dal peggiore bombardamento russo sulle centrali elettriche dall'inizio dell'anno, anche sulle grandi città, con l'allarme aereo risuonato a Kiev persino durante la visita del segretario generale della Nato Mark Rutte.

Questa ennesima prova di forza di Mosca ha provocato l'irrigidimento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che alla vigilia del secondo round di negoziati ad Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) ha avvertito: "Ora il lavoro della nostra squadra verrà adattato di conseguenza".

Sulla trattativa provano a rientrare in partita anche gli europei: il presidente francese Emmanuel Macron ha fatto sapere che si lavora a riallacciare il dialogo con Putin, con "discussioni a livello tecnico". Nel frattempo si delinea sempre di più il quadro delle garanzie di sicurezza per Kiev una volta raggiunto il cessate il fuoco. Il piano, ricostruito dal quotidiano economico finanziario britannico Financial Times (Ft), prevede un dispiegamento graduale di truppe europee con il supporto logistico americano.

Gli attacchi russi nelle prime ore di oggi hanno investito otto regioni ucraine: 450 droni e oltre 70 missili (soltanto 38 quelli intercettati), che hanno provocato almeno dodici feriti e colpito condomini e infrastrutture energetiche. Oltre mille edifici di Kiev sono rimasti senza riscaldamento, mentre i residenti hanno trovato rifugio nelle stazioni della metropolitana. Anche il volto della capitale è stato sfregiato: una bomba ha centrato il monumento alla Madrepatria, iconico memoriale dell'era sovietica dedicato alla Seconda Guerra mondiale. Una centrale elettrica di Kharkiv ha subito "danni irreparabili", ha riferito la compagnia privata Dtek.

"Approfittare dei giorni più freddi dell'inverno per terrorizzare la gente è più importante per la Russia che ricorrere alla diplomazia", ha denunciato Zelensky, abbandonando il cauto ottimismo dei giorni scorsi riguardo al negoziato, che riprenderà il 4 e 5 febbraio ad Abu Dhabi.

Sul merito delle trattative finora non sono state registrate svolte, perché Mosca non ha rinunciato alla pretesa di annettere tutto il Donbass, ma quantomeno il filo non si è spezzato. Lo stesso Zelensky, in vista dell'appuntamento negli Emirati, in cui è atteso anche l'emissario statunitense Steve Witkoff, ha fatto sapere che "ascolteremo la parte russa e sosterremo misure di de-escalation".

Mentre Trump, prima dei nuovi raid russi, aveva espresso ottimismo, prevedendo di annunciare presto "buone notizie". Anche l'Eliseo si sta muovendo: Macron, che a dicembre aveva detto di voler riaprire un canale con il Cremlino, ha confermato che ci sta lavorando. Anche se, ha rilevato, per ora Mosca non mostra "reale volontà" di pace.

Nel caso di un accordo per un cessate il fuoco, si dovrà prevedere un meccanismo di monitoraggio. La novità, rilanciata dal Ft, è che il piano concordato da Kiev, Washington ed europei sarebbe stato delineato nel dettaglio. Con il dispiegamento in una prima fase di una forza di deterrenza a guida europea, supportata da logistica e servizi segreti statunitensi. In caso di escalation, scatterebbe una seconda fase con l'impiego della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi (a cui partecipa anche la Turchia) e, in ultima battuta, una risposta militare coordinata con il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti.

"Truppe sul terreno, jet nei cieli, navi nel Mar Nero, sostegno degli USA, le garanzie di sicurezza sono solide", ha confermato Rutte da Kiev, assicurando che la "Nato sosterrà l'Ucraina anche in futuro". Analogo supporto verrà garantito dall'UE. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha accettato l'invito di Zelensky a visitare Kiev nel quarto anniversario dell'inizio dell'invasione russa, il 24 febbraio. Ci sarà anche il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Nella capitale è atteso questa settimana Donald Tusk: il premier polacco discuterà l'organizzazione di una conferenza internazionale sulla ricostruzione dell'Ucraina, prevista per giugno a Danzica.