Estero

Effetto Trump spinge l'isola energetica tra Danimarca e Germania

Bornholm Energy Island riprende slancio come infrastruttura di autosufficienza e sicurezza energetica, collegata a parchi eolici e alla produzione di idrogeno

1 febbraio 2026
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Un progetto nato anni fa come simbolo della transizione verde europea sta assumendo oggi un significato molto diverso. La maxi isola energetica che Danimarca e Germania progettano nel Mar Baltico, a Bornholm, viene sempre più letta come una risposta alle nuove fragilità geopolitiche e alla necessità di ridurre le dipendenze dalle importazioni di energia, soprattutto nell'era di Donald Trump. È quanto emerge da un'analisi del quotidiano tedesco "Die Welt".

Secondo il giornale, il progetto "Bornholm Energy Island" è il più grande nella storia dell'industria energetica danese e uno dei maggiori a livello mondiale. Nato diversi anni fa, era stato a lungo rinviato per ragioni di costo e per la mancanza di investitori, in un contesto segnato da prezzi dell'elettricità volatili e dall'aumento dei costi dei materiali. In origine Copenaghen aveva anzi pianificato ben due isole energetiche: una nel Mar Baltico e una nel Mare del Nord, quest'ultima come collegamento al sistema elettrico belga, ma la loro attuazione è stata più volte rinviata.

La svolta sarebbe arrivata ora con il mutare del contesto geopolitico internazionale e in particolare con le posizioni assunte dall'amministrazione statunitense, disposta a rimettere in discussione equilibri territoriali e alleanze tradizionali. Il progetto di Bornholm è stato rimesso al centro, spostandone il baricentro dal clima alla sicurezza. In questa nuova chiave di lettura, l'isola energetica viene considerata un'infrastruttura di autosufficienza, pensata per ridurre le vulnerabilità legate alle forniture esterne.

Il complesso prevede la realizzazione di un'isola artificiale al largo di Bornholm, collegata a parchi eolici offshore, stazioni di conversione ed elettrolizzatori, con la produzione di elettricità da distribuire tra Danimarca e Germania e da utilizzare anche per la produzione di idrogeno. Sostenuto anche dalla Commissione Ue, il progetto si inserisce in una tendenza più ampia in cui la politica energetica viene sempre più interpretata come una componente della sicurezza economica e nazionale, oltre che della transizione verde.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni