In Australia è in corso un'inchiesta sul linguaggio di odio del parlamento del New South Wales, di cui Sydney è capitale. Il parlamento ha chiesto al governo statale di introdurre norme che proibiscano slogan come "Globalise the intifada" durante le manifestazioni. Lo aveva proposto lo stesso premier statale Chris Minns, dopo aver sentito inneggiare all'intifada in manifestazioni pro-Palestina seguite all'attacco terroristico presso la spiaggia di Bondi a Sydney.
Nel rapporto finale pubblicato ieri, il comitato raccomanda che il governo consideri l'introduzione di norme che proibiscano la frase "Globalise the Intifada" e simili termini, per chiarire che gridare questa frase in luogo pubblico è illegale.
"Lo slogan può essere percepito come inteso ad incitare violenza contro persone ebree su un'ampia scala", ha sottolineato il comitato. Il rapporto aggiunge che mentre esistono già norme in relazione all'incitamento all'odio razziale o alla violenza, le norme stesse sono "limitate" riguardo allo slogan "Globalise the intifada".
Il primo ministro Anthony Albanese e il premier del New South Wales Chris Minns intanto stanno intervenendo sui gruppi che programmano proteste contro la visita in Australia del presidente di Israele Isaac Herzog dall'8 al 12 febbraio per rendere omaggio alle 15 persone rimaste uccide nell'attacco terroristico a Bondi. Albanese ha detto che le persone hanno il diritto di esprimere i loro punti di vista, ma ha sottolineato che Herzog sarà in visita in Australia per condividere il lutto con la comunità ebraica.