Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky afferma che "926 edifici in diversi quartieri" di Kiev "sulla riva sinistra" del Dnipro "sono ancora senza riscaldamento" dopo i raid del 23-24 gennaio: lo riporta la testata online Ukrainska Pravda.
Il presidente ucraino ha inoltre definito "un brutale attacco con droni su Odessa" il raid che ha preso di mira la città ucraina, chiarendo che gli oltre 50 droni hanno preso di mira "principalmente le infrastrutture energetiche e le strutture civili".
Tra decine di feriti, spiega Zelensky, ci sono anche bambini: "Ogni attacco russo di questo tipo mina la diplomazia ancora in corso e compromette gli sforzi dei partner che stanno contribuendo a porre fine a questa guerra", ha detto il leader ucraino.
"Ci aspettiamo che gli Stati Uniti, l'Europa e gli altri partner non rimangano in silenzio su questo tema e ricordino che per raggiungere una pace reale è necessario esercitare pressioni proprio su Mosca, attraverso sanzioni, il blocco delle operazioni russe e dell'intera infrastruttura della flotta di petroliere russe", ha sottolineato Zelensky dando infine il conto dei raid russi della notte su tutto il Paese: "Ha lanciato 165 droni d'attacco, circa 100 dei quali erano 'shahed'".
Intanto, la Cina "è disposta" a lavorare con la Russia "per attuare l'importante consenso raggiunto" dai due capi di Stato dei due Paesi, Xi Jinping e Vladimir Putin, allo scopo di "rafforzare il coordinamento strategico, arricchire la connotazione della cooperazione, migliorare i meccanismi di comunicazione e la capacità di affrontare vari rischi e sfide". Lo ha detto il ministro della Difesa Dong Jun in una videochiamata, a pochi giorni dalla decapitazione dei vertici militari di Pechino, con l'omologo russo Andrei Belousov, secondo una nota cinese. L'obiettivo è "iniettare energia positiva nella sicurezza e nella stabilità globale".
Dong, secondo il resoconto del ministero della Difesa cinese, ha ricordato che sotto la guida strategica dei rispettivi presidenti, Cina e Russia hanno realizzato una serie di importanti scambi nel 2025 per commemorare gli 80 anni della vittoria della guerra antifascista mondiale.
I due eserciti hanno ottenuto "nuovi risultati negli scambi di delegazioni, nelle esercitazioni, nei tour congiunti e negli scambi professionali, dimostrando l'alto livello e la particolarità dei loro rapporti". Quest'anno, inoltre, ricorre il trentesimo anniversario dell'istituzione del partenariato strategico di coordinamento Cina-Russia e il venticinquesimo anniversario della firma del Trattato bilaterale di buon vicinato, amicizia e cooperazione.
Belousov, nello stesso resoconto, ha affermato che negli ultimi anni Putin e Xi hanno guidato "lo sviluppo approfondito del partenariato strategico globale di coordinamento tra Russia e Cina per una nuova era, raggiungendo il livello più alto della storia". Gli scambi e la cooperazione tra i due eserciti hanno un buon slancio e risultati fruttuosi. La Russia "è disposta a rafforzare le consultazioni strategiche tra i due eserciti con la Cina, ad approfondire la cooperazione pratica in settori quali le operazioni congiunte e la formazione del personale, a spingere la cooperazione strategica bilaterale a un livello più alto e a salvaguardare meglio gli interessi comuni dei due Paesi".