L'apertura sarà sotto pieno controllo israeliano e subordinata al ritorno di tutti gli ostaggi; ministri di estrema destra criticano la decisione
Israele ha accettato di aprire, in misura limitata, il valico di Rafah sotto il suo pieno controllo, dopo che le Forze di sicurezza israeliane (IDF) riusciranno a recuperare l'ultimo ostaggio deceduto.
L'ufficio del primo ministro israeliano ha reso noto che "nell'ambito del piano in 20 punti del presidente Trump, Israele ha accettato di aprire il valico di Rafah con un'apertura limitata al solo transito di persone, sotto un meccanismo di pieno controllo israeliano".
"L'apertura del valico - è stato precisato - è stata subordinata al ritorno di tutti gli ostaggi vivi e all'impegno del 100% da parte di Hamas nella restituzione di tutti gli ostaggi vivi e morti. In queste ore, l'IDF sta conducendo un'operazione per riportare in Israele il rapito deceduto, Ran Gvily. Al termine dell'operazione, Israele aprirà il valico di Rafah".
Le reazioni non si sono fatte attendere: i ministri israeliani di estrema destra hanno criticato la decisione di aprire il valico di frontiera di Rafah, secondo i media dello Stato ebraico.
"Abbiamo fatto grandi cose come uccidere decine di migliaia di terroristi ma non abbiamo ancora eliminato completamente Hamas", avrebbe dichiarato ieri sera il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir in una riunione di gabinetto. "Dobbiamo smantellarlo e disarmarlo. Basta con l'ingenuità di Jared Kushner e Steve Witkoff: se il valico di Rafah verrà aperto sarà un grave errore e un pessimo messaggio", avrebbe detto Ben Gvir riferendosi agli inviati del presidente americano Donald Trump.
Il ministro per gli Insediamenti e i progetti nazionali Orit Strock avrebbe da parte sua accusato Israele di aver consegnato Gaza all'Autorità nazionale palestinese (ANP) e avrebbe insistito sul fatto che l'ANP non può avere alcun ruolo nella gestione dell'enclave.