Le forze agli ordini del leader siriano Ahmed al-Sharaa, conosciuto comunemente come Abu Mohammed al-Jolani, stringono d'assedio le forze curdo-siriane nel nordest della Siria, con combattimenti nei dintorni di Kobane e Hasake, mentre Damasco annuncia di aver preso il controllo del campo di al-Hol.
Sullo sfondo, gli Stati Uniti si dicono pronti a trasferire migliaia di prigionieri del sedicente Stato islamico (Isis) nel vicino Iraq. Secondo fonti sul terreno, le fazioni fedeli ad al-Sharaa mantengono le posizioni attorno alle postazioni curde dopo che la nuova tregua annunciata nelle ultime ore è stata più volte violata dalle parti. A Kobane, storica roccaforte curda e simbolo della resistenza contro l'Isis, si registrano scontri sporadici nei sobborghi della città.
Altri incidenti vengono segnalati nell'area di Hasake, nell'estremo nordest del paese, dove le forze curdo-siriane risultano ormai asserragliate a difesa delle linee che circondano Qamishli, principale centro politico e militare di quel che resta dell'area semiautonoma curda.
Nella stessa regione, le fazioni agli ordini di al-Sharaa hanno riferito che sette loro combattenti sono rimasti uccisi e altri 20 feriti nell'esplosione di un deposito di munizioni attribuito alle forze curdo-siriane, in una zona prossima al confine con l'Iraq.
Il ritiro curdo ha consentito alle forze di Damasco di entrare nel campo di al-Hol, uno dei luoghi geopolitici più sensibili per la sicurezza regionale e internazionale legati all'Isis. Creato negli anni Novanta per accogliere sfollati della prima guerra del Golfo, il campo si trova nella regione di Hasake, in un'area desertica segnata da traffici e da una persistente presenza jihadista.
Dal 2019 al-Hol ospita familiari di miliziani dell'Isis e civili fuggiti dalle ultime roccaforti jihadiste lungo l'Eufrate. Dopo aver superato in passato le 50'000 presenze, oggi il campo conta circa 24'000 persone, tra cui migliaia di donne e bambini stranieri. Nel 2023 le Nazioni Unite lo hanno definito "il peggior campo del mondo", segnalando un alto livello di radicalizzazione e violenze interne.
Nel nuovo quadro di instabilità, gli Stati Uniti hanno annunciato l'avvio di operazioni per trasferire fino a 7000 prigionieri dell'Isis dalla Siria all'Iraq. Secondo il comando militare statunitense per il Medio Oriente, Centcom, 150 combattenti jihadisti sono già stati trasferiti da una prigione di Hasake verso una località sicura in territorio iracheno. Washington lega l'operazione ai timori per la tenuta dei campi e delle carceri che ospitano jihadisti e, nelle ultime ore, ha confermato il sostegno alle nuove forze governative siriane agli ordini di al-Sharaa, segnando un cambio di linea rispetto all'appoggio garantito alle forze curdo-siriane dal 2014.