Estero

Accoltellato in classe da un compagno, muore studente 18enne

16 gennaio 2026
|
Ha lottato per ore e ore tra la vita e la morte Youssef Abanoub, lo studente di origini egiziane accoltellato all'interno dell'Istituto professionale 'Domenico Chiodo' di La Spezia: il ragazzo è morto in serata. Youssef, colpito al costato da Zouhair Atif, 19 anni, marocchino residente ad Arcola, studente della sua stessa scuola, arrestato per omicidio, era stato soccorso dai medici del 118 e dai militi della Croce Rossa che hanno tamponato inizialmente una copiosa emorragia prima della corsa verso la shock room del pronto soccorso, dove gli è stato anche praticato il massaggio cardiaco. Una volta stabilizzato, aveva subìto un delicato intervento presso il reparto di chirurgia toracica e infine trasferito attorno alle 16 in rianimazione. Ma non ce l'ha fatta. Il ragazzo originario di Fayyum, vicino Al Cairo, che viveva alla Spezia con la famiglia da anni, è morto stasera poco prima delle 20.

Un fatto di sangue che ha sconvolto la realtà spezzina e non solo provocando molte reazioni politiche tra le quali quelle della Lega che con il deputato Igor Iezzi chiede che "si approvi subito il nuovo decreto sicurezza voluto dalla Lega in Consiglio dei ministri che, tra le varie misure, introduce anche il divieto assoluto dell'uso di lame e coltelli, con aggravanti per il loro utilizzo in contesti sensibili come le scuole".

E nelle drammatiche ore dopo il ferimento al di fuori del padiglione ospedaliero si sono radunate decine di persone tra famigliari, studenti, amici e docenti della scuola superiore che hanno aspettato il bollettino medico in un'atmosfera di incredula apprensione. Poi la notizia della morte.

L'aggressione è avvenuta all'interno di un'aula dell'edificio di Via XX Settembre, la scuola che nell'Ottocento formava gli operai dell'arsenale marittimo e oggi offre corsi legati all'allestimento degli yacht, pesca, moda e odontoiatria. Zouhair sarebbe entrato in classe dopo le 11 brandendo il coltello con il quale ha colpito Abanoud, mentre gli altri alunni presenti assistevano sotto shock. I professore in aula l'ha bloccato e disarmato mentre i suoi compagni di classe lo circondavano. La polizia è arrivata immediatamente e ha arrestato il giovane in flagranza di reato.

Il giovane è stato fermato e interrogato in Questura. Gli inquirenti hanno raccolto alcune testimonianze all'interno della scuola per ricostruire la cornice entro la quale è nato il folle gesto, che ha lasciato sconvolta tutta la comunità cittadina. Tra i ragazzi e le ragazze assiepate al di fuori dell'ospedale c'era chi parlava di un dissidio nato giorni addietro per motivi sentimentali legati a una ragazza, probabilmente la fidanzata di uno dei due. Ipotesi da verificare e al vaglio degli inquirenti, che analizzeranno i telefoni cellulari delle persone coinvolte. La polizia scientifica ha invece prelevato il coltello da cucina usato che l'aggressore avrebbe portato con sé dall'esterno. In serata Zouhair verrà interrogato dal magistrato che potrebbe formulare l'accusa di omicidio aggravato.

Molte, come si diceva, le reazioni del mondo politico e non solo. Il ministro Valditara ha parlato di "rifiuto di ogni forma di violenza" come missione della scuola, il collega Salvini ha promesso "misure ancora più restrittive e tolleranza zero". L'assessora regionale Ferro lo ha definito "un gesto sconsiderato che lascia sgomenti" e la vicesindaca Frijia suggerisce di "rafforzare i percorsi di prevenzione". E per il sindaco di La Spezia, Pierluigi Peracchini, "c'è una cultura nell'uso di questi coltelli che è veramente inaccettabile" e che "arriva solo in certe etnie".

L'onorevole spezzino Orlando invece invita a "riflettere senza demagogia sull'aumento della violenza" post Covid. Per questa sera l'Unione degli Studenti della Spezia ha promosso una veglia in Piazza Garibaldi per mostrare "vicinanza allo studente e alla sua famiglia" invitando a non portare bandiere e vessilli e a mantenere un rispettoso silenzio durante la manifestazione.