Bruxelles definisce provocatoria la pubblicazione del bando per 3.401 unità nell'area E1 e critica anche i piani ad Atarot e Nahalat Shimon
"Chiediamo a Israele di fermare il progetto di insediamento E1. La pubblicazione della scadenza per la presentazione delle offerte nel bando avviato per tutte le 3.401 unità abitative previste da questo piano, così come l'avanzamento della costruzione della 'Sovereignty Road', che garantirebbe l'accesso all'area E1, costituiscono una grave provocazione". Lo afferma in una nota il Servizio europeo per l'azione esterna.
L'Ue si dice inoltre "preoccupata per i piani di insediamento di Atarot e Nahalat Shimon a Gerusalemme Est". "La politica di insediamenti del governo israeliano - si legge ancora nella nota - rappresenta un ostacolo alla pace, comporta il rischio di ulteriore instabilità in Cisgiordania, lo sfollamento di migliaia di palestinesi e la frammentazione della Cisgiordania, incoraggia ulteriori azioni da parte di coloni violenti e mina ulteriormente le prospettive di una pace duratura e la sostenibilità della soluzione dei due Stati, con Gerusalemme quale futura capitale di entrambi gli Stati".
"L'Ue esorta il governo di Israele a revocare immediatamente l'espansione degli insediamenti" e lo esorta "a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e a proteggere la popolazione palestinese dei territori occupati".
Dal punto di vista del diritto internazionale, l'insediamento di coloni israeliani in Cisgiordania è considerato illegale dalla grande maggioranza della comunità internazionale. Questa interpretazione è stata ribadita più volte, in particolare dal Consiglio di sicurezza dell'ONU e dalla Corte internazionale di giustizia.