Estero

Meloni e Takaichi, insieme per rispondere alle sfide, da difesa a natalità

15 gennaio 2026
|

Italia e Giappone mirano a "un salto di qualità" nei rapporti, elevati già dal 2023 a Partenariato strategico e che "con il Piano d'Azione 2024-2027 intendiamo sviluppare in settori cruciali. La forte complementarità tra i nostri sistemi produttivi e la qualità delle nostre interazioni industriali ci permette di cogliere opportunità straordinarie per accrescere le sinergie e potenziare gli investimenti nella robotica, nelle tecnologie emergenti, nello spazio, nell'energia pulita, nella meccanica, nelle scienze della vita e nell'industria medicale". Lo scrivono in un editoriale congiunto pubblicato sul Corriere della Sera e sul Nikkei la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la prima ministra giapponese Sanae Takaichi in occasione della visita della premier italiana a Tokyo che cade nel 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, sottolineando che una delle "sfide" comuni a cui dare "risposte efficaci" perché incidono sul "futuro" di entrambi i Paesi è quella "demografica". "Non solo in qualità di prime leader donne delle nostre rispettive nazioni, ma per il senso di responsabilità che grava su ogni governo- scrivono - siamo determinate a condividere esperienze e a cercare insieme soluzioni innovative per sostenere la natalità, aiutare le famiglie, assicurare la sostenibilità dei sistemi di welfare, rafforzare la coesione tra le generazioni". Nel lungo editoriale le due citano il "rafforzamento dell'Italy Japan Business Group" e il "grande successo del Padiglione Italia all'Expo di Osaka 2025" che "ha offerto, in questo senso, un contributo decisivo per l'avanzamento di partenariati, lo sviluppo e l'impiego di talenti e per rilanciare la collaborazione scientifica e tecnologica". Pilastro "fondamentale" del partenariato è "la collaborazione nel settore della difesa e della sicurezza. Il programma Global Combat Air Programme (GCAP), che ci vede lavorare strettamente insieme al Regno Unito, è molto di più di un progetto industriale avanzato", perché "rappresenta un'iniziativa che rafforza la nostra autonomia strategica, contribuisce alla sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica e dimostra che la cooperazione tra nazioni affini è la risposta più efficace ai rischi e alle minacce sistemiche". Ruolo "centrale" anche per la "collaborazione scientifica e tecnologica" in un'epoca "di grandi trasformazioni e di innovazioni dirompenti, come lo sviluppo impetuoso dell'intelligenza artificiale". Cooperare tra "nazioni affini e tecnologicamente avanzate" è "essenziale affinché il progresso sia sicuro e affidabile, guidato da principi etici e al servizio della persona".