Estero

Teheran nella top ten dei Paesi per la persecuzione dei cristiani

Il report di Porte Aperte colloca l'Iran al decimo posto; convertiti e chiese domestiche subiscono arresti e repressione, l'ambasciata parla di lotta al terrorismo

14 gennaio 2026
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L'Iran è uno dei paesi dove i cristiani sperimentano una forte persecuzione.

Il dato, diffuso oggi dall'organizzazione Porte Aperte, conferma la difficoltà a vivere apertamente la propria fede. Le messe si celebrano spesso in scantinati o sottoscala e, per lo più, la fede è vissuta in modo "clandestino". Il trattamento peggiore spetta a chi si converte al cristianesimo.

"Siamo molto preoccupati", dice il Segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, mons. Richard Gallagher, a chi gli chiede in queste ore un commento sulla situazione di Teheran. Poche parole che confermano l'ansia per la situazione in corso.

E anche l'Osservatore Romano apre la prima pagina evidenziando "una repressione che semina morte". Tutto questo mentre l'ambasciata iraniana presso la Santa Sede diffonde un lungo documento, che è stato inviato sia in Vaticano sia alle ambasciate degli altri Paesi presso il Vaticano.

Un dossier in cui difende l'opera del regime sottolineando che l'obiettivo è reprimere "violenza e terrorismo", difendendo al contempo "il diritto degli iraniani di tenere assemblee pacifiche". "Ogni intervento che può esacerbare proteste non pacifiche deve essere evitato", è il messaggio contro eventuali interferenze sugli affari interni.

Porte Aperte, che oggi ha diffuso il suo report annuale nel quale annovera un nuovo record con 388 milioni di cristiani perseguitati, in pratica 1 su 7, parlando specificamente dell'Iran sottolinea: "I cristiani sono pesantemente e sistematicamente repressi, poiché le autorità cercano di sradicare ciò che è considerato una minaccia occidentale, per minare il potere islamico."

I convertiti cristiani sono i più colpiti. Le chiese domestiche vengono periodicamente sottoposte a perquisizioni, spesso seguite da arresti, incarcerazioni a lungo termine, interrogatori e pressioni per ottenere informazioni sugli altri credenti, il tutto con l'accusa di violazione della sicurezza nazionale. L'Iran figura al decimo posto nella classifica dove maggiore è la persecuzione per ragioni di fede.

Sulla stessa linea d'onda Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs): "La libertà religiosa in Iran è gravemente limitata. Convertiti, baha'i, sunniti e religiosi dissidenti hanno subito arresti, torture o esecuzioni. La sorveglianza e la repressione da parte dello Stato si sono intensificate, così come la persecuzione dei dissidenti e le violazioni dei diritti religiosi".

Acs auspica che, "esaurita l'attuale esposizione mediatica del Paese, la condizione delle minoranze religiose non venga nuovamente dimenticata".