È morta oggi a 76 anni la sindacalista italiana, senatrice del Partito democratico (PD) ed ex ministra dell'istruzione, con il governo Gentiloni, Valeria Fedeli.
Nata a Treviglio nel 1949, Valeria Fedeli ha speso la propria vita tra scuola, impegno sindacale e successivamente nella politica attiva.
Dopo aver insegnato nelle scuole primarie ed aver qui iniziato la propria attività sindacale con la Confederazione generale italiana del lavoro (CGIL), nel 1979 abbraccia questo impegno al 100% tanto da trasferirsi a Roma nel 1982, dove ha lavorato nella segreteria nazionale della federazione dei lavoratori del pubblico impiego.
A Roma, oltre a conoscere il futuro marito Achille Passoni, anch'egli sindacalista, ha assunto incarichi via via più importanti nel sindacato di Corso d'Italia e anche nella Federazione europea dei sindacati. È in questo ambito che ha preso iniziative in favore dell'emancipazione femminile, tanto da essere tra le fondatrici nel 2018 del movimento "Se non ora quando".
La seconda svolta nella vita di Fedeli avviene nel 2013, quando ha accettato la candidatura del PD per il Senato, sui cui scranni siederà fino al 2022. A palazzo Madama ha assunto la carica di vicepresidente vicaria, e in questo ruolo ha preso anche decisioni importanti: nel gennaio 2015, quando il presidente Grasso aveva assunto il ruolo di facente funzioni di Capo dello Stato, decise l'ammissibilità di emendamenti predittivi, per superare i milioni di emendamenti depositati da Roberto Calderoli alla legge elettorale. Una decisione che ha costituito giurisprudenza parlamentare.
Al governo la chiama il premier Paolo Gentiloni affidandole il ministero dell'istruzione nel 2016. Poi torna in Senato nel 2018, fino al 2022.
Donna coraggiosa, come ha dimostrato durante la malattia, ma anche fortemente empatica, Fedeli si è fatta apprezzare per il suo tratto umano anche da avversari politici. Proprio per sua iniziativa fu istituita in Senato per la prima volta una commissione sui femminicidi, proposta accolta in modo bipartisan, e oggi divenuta bicamerale.