Era stato il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, il 29 dicembre, a preannunciare una "rappresaglia" per un tentativo di attacco con droni, smentito da Kiev, a una residenza del presidente Vladimir Putin a Valdai.
Una rappresaglia che, nella notte tra giovedì e venerdì si è materializzata con il lancio di almeno un missile balistico ipersonico Oreshnik sull'ovest dell'Ucraina, ai confini del territorio Nato. Un'azione che ha quindi l'aria di volere mandare un messaggio simbolico agli alleati occidentali di Volodymyr Zelensky.
Nelle stesse ore a Kiev, dove, secondo i servizi d'emergenza, quattro persone sono morte e 26 sono rimaste ferite in raid russi che hanno preso di mira in particolare infrastrutture critiche, lasciando senza energia elettrica e riscaldamento la metà dei condomini della capitale, nel pieno di un'ondata di freddo che ha fatto scendere le temperature di diversi gradi sotto lo zero.
Il sindaco, Vitaliy Klitschko, è arrivato ad invitare i residenti che hanno la possibilità di farlo a "lasciare temporaneamente la città per recarsi in luoghi dove sono disponibili fonti alternative di energia elettrica e riscaldamento". Il Qatar ha denunciato che anche la sua ambasciata "ha subito danni" e ha espresso "profondo rammarico" per gli attacchi.
Alcune ore dopo l'Ucraina ha accusato la Russia di avere colpito due cargo al largo della sua costa meridionale nel Mar Nero, uccidendo un membro dell'equipaggio siriano a bordo di una delle navi.
Il ministero della Difesa di Mosca ha affermato che "l'attacco massiccio" contro quelli che ha definito "obiettivi critici" in territorio ucraino è stato compiuto "in risposta all'attacco terroristico del regime di Kiev contro la residenza del presidente della Federazione Russa nella regione di Novgorod", che secondo Mosca sarebbe avvenuto tra il 28 e il 29 dicembre. Ma che Kiev ha sempre smentito e che è stato messo in dubbio dalla Cia.
I vertici militari hanno aggiunto che nei raid è stato impiegato l'Oreshnik ('nocciolo'), il missile balistico capace di viaggiare fino a 3 chilometri al secondo, testato per la prima volta nel novembre del 2024 nel bombardamento di una fabbrica militare a Dnipro, nell'Ucraina centro-orientale.
Mosca ha affermato che nei raid della notte passata "sono stati colpiti gli impianti di produzione di droni utilizzati durante l'attacco terroristico" alla residenza di Putin. Ma non ha precisato dove sia stato lanciato l'Oreshnik. Fonti ucraine riferiscono invece che il missile ipersonico è stato lanciato contro la regione di Leopoli. I servizi di sicurezza hanno diffuso immagini di parti del vettore che affermano di avere localizzato.
Ma gli ucraini non hanno fatto sapere cosa sia stato colpito e quali danni siano stati provocati. Media internazionali ipotizzano che il missile - capace di trasportare ordigni convenzionali o nucleari - fosse equipaggiato con testate "fittizie", e servisse quindi solo a mandare un messaggio.
Il presidente ucraino Zelensky ha chiesto "una chiara reazione del mondo, soprattutto degli Stati Uniti". "Un attacco di questo tipo vicino al confine con l'Ue e la Nato rappresenta una grave minaccia per la sicurezza del continente europeo e un banco di prova per la comunità transatlantica", gli ha fatto eco il ministro degli Esteri, Andrii Sybiha.
Regno Unito, Germania e Francia hanno condannato l'uso dell'Oreshnik come "inaccettabile". "I Paesi dell'Ue devono attingere maggiormente alle loro scorte di difesa aerea e fornire immediatamente gli aiuti necessari", ha sottolineato l'Alto commissario della Ue, Kaja Kallas, attirandosi la sarcastica reazione di Kirill Dmitriev, consigliere presidenziale russo per gli investimenti esteri e negoziatore con gli Usa. "Kaja non è molto brillante né bene informata, ma anche lei dovrebbe sapere che non ci sono difese aeree contro il missile ipersonico Oreshnik, con una velocità di Mach 10", ha scritto su X Dmitriev.
Dopo il primo lancio dell'Oreshnik, 14 mesi fa, anche Putin aveva detto che non esistono difese aeree capaci di intercettarlo, aggiungendo che, se fosse tornato ad usarlo, Mosca avrebbe avvertito in anticipo i civili perché abbandonassero le aeree prese di mira. Non è dato sapere se ciò sia avvenuto in occasione dell'ultimo raid, ma ieri Zelensky aveva predetto che "un altro massiccio attacco russo" si sarebbe potuto verificare durante la notte.