Estero

Protesta dei trattori in piazza anche a Milano contro il Mercosur

9 gennaio 2026
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Dopo Spagna, Francia e Belgio la protesta dei trattori contro l'accordo di libero scambio tra Unione europea e blocco sudamericano del Mercosur contagia anche l'Italia.

Questa mattina a Milano i mezzi agricoli, con le bandiere tricolori, sono arrivati a decine in piazza Duca d'Aosta, davanti alla sede del Consiglio regionale lombardo, scaricando balle di fieno e suonando i clacson. La mobilitazione è stata indetta da Coapi (Coordinamento agricoltori pescatori italiani) e Riscatto agricolo Lombardia contro la firma del trattato che a loro avviso "favorisce la speculazione e punisce agricoltori e cittadini europei e sudamericani".

E proprio questa mattina, mentre il traffico di alcune capitali europee era paralizzato dai trattori, dalla maggioranza dei Paesi Ue è arrivato il primo via libera alla firma del trattato. "Un risultato storico" per il ministro italiano dell'agricoltura, Francesco Lollobrigida: l'Italia ha ottenuto di "abbassare la soglia del meccanismo di salvaguardia dall'8 al 5%, e il rafforzamento del sistema dei controlli per le merci all'ingresso nell'Unione europea", oltre a un fondo da 6,3 miliardi di euro per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato, insieme all'azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti.

Nel comparto agricolo si registrano tuttavia umori contrastanti. Per i settori di vino, latte e formaggi, suinicolo e ancora di più per le Dop e Igp italiane, "l'accordo Ue‐Mercosur rappresenta un'intesa in grado di aprire nuovi e significativi sbocchi commerciali", ne sono convinte Uiv, Federvini e Assolatte, perché il comparto di vini e liquori può ottenere in virtù dell'accordo un abbattimento dei dazi fino al 35% e quello dei formaggi una riduzione progressiva delle barriere tariffarie.

Con questa intesa, secondo Confindustria, i benefici per l'Italia sono particolarmente rilevanti. "Nasce la più grande area di libero scambio al mondo con oltre 700 milioni di consumatori e le opportunità per le aziende sono enormi", ricorda Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi).

Un export aggiuntivo, secondo Federalimentare, "che per l'industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni". Da altre filiere, invece, come carni, uova, riso e zucchero arrivano forti preoccupazioni.

Ecco quindi che associazioni rappresentative di imprese che operano in questi settori come Coldiretti Confagricoltura, Cia, Copagri e Confcooperative Fedagripesca esprimono forti perplessità, soprattutto riguardo al principio di reciprocità e all'obiettivo di maggiori controlli: perché, sottolineano, chi vuole esportare in Europa deve rispettare gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari richiesti alle imprese agricole italiane. Infine, entrano nel merito anche le associazioni sindacali Flai-Cgil e Uila-Uil.

Per loro l'intesa non riconosce il principio di reciprocità sul piano sociale e non contribuisce a migliorare gli standard del lavoro nei paesi del Mercosur.