Estero

Starmer, il Parlamento britannico voterà sull'invio di militari in Ucraina

Il premier assicura che qualsiasi dispiegamento sarà sottoposto al voto di Westminster; dettagli e numeri dipenderanno dai piani militari concordati con gli alleati.

7 gennaio 2026
|

Il Parlamento britannico sarà chiamato a votare su qualsiasi dispiegamento di militari in territorio ucraino nell'ambito della forza multinazionale di garanzia per Kiev a cui Londra si è impegnata a contribuire - dopo un eventuale cessate il fuoco con la Russia - attraverso la firma della dichiarazione d'intenti sottoscritta ieri assieme ai leader di Francia e Ucraina a margine del vertice di Parigi della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi.

Lo ha affermato Keir Starmer durante il Question Time di mercoledì alla Camera dei Comuni. Il premier britannico ha poi parlato di "progressi reali" per le garanzie di sicurezza pro Kiev.

La rassicurazione di Starmer sulla volontà di passare attraverso un voto del Parlamento di Westminster è arrivata in risposta alle contestazioni insistite della leader dell'opposizione conservatrice, Kemi Badenoch, la quale ha accusato il primo ministro laburista d'aver "mancato di rispetto" nei confronti delle Camere per non aver previsto uno statement formale e dettagliato sulla dichiarazione d'intenti firmata ieri e sull'ipotesi dell'invio in Ucraina di militari britannici.

Un atteggiamento bollato come "sbalorditivo" da Badenoch, che ha detto di aver apprezzato i progressi fatti per cercare di arrivare alla pace in Ucraina e di offrire garanzie di sicurezza a Kiev, nonché la dichiarazione congiunta dei leader europei contro le pretese del presidente statunitense Donald Trump sulla Groenlandia, ma ha denunciato una presunta mancata trasparenza nei confronti del Parlamento: a proposito sia di questi due dossier, sia dell'approccio evasivo mostrato finora dal governo nel giudizio sull'incursione Usa in Venezuela sfociata nella cattura del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie.

Starmer ha negato ogni oltraggio al Parlamento, ma non ha risposto alla sollecitazione della leader Tory per un voto immediato sul possibile invio di soldati britannici in Ucraina. Non ha inoltre dato alcuna indicazione esatta - a fronte delle domande sempre più incalzanti di Badenoch - sul numero di militari che potrebbero essere schierati, né sull'assetto "da combattimento" o meno che essi dovrebbero rivestire: limitandosi a dire che i dettagli saranno definiti a seconda dei "piani militari" concordati con gli alleati.

Il premier ha infine assicurato l'esponente Tory sulla sua volontà di fare tutto il possibile per "rafforzare la Nato" anche in questo scenario; mentre sulla questione Venezuela ha ribadito l'impegno a parlarne con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ammettendo peraltro di non averlo ancora fatto.