Estero

Cina: stretta all'export verso Tokyo dopo parole su Taiwan

6 gennaio 2026
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La Cina ha inasprito i controlli sulle esportazioni verso il Giappone di prodotti a duplice uso, sia civile sia militare, in scia allo scontro diplomatico in corso tra Pechino e Tokyo. Il ministero del commercio ha riferito in una nota che le nuove misure hanno "effetto immediato".

Nel mirino ancora la premier nipponica Sanae Takanichi per i giudizi "errati" rilasciati a novembre sulla questione di Taiwan, con i quali ha lasciato "apertamente intendere la possibilità di un intervento militare attraverso lo Stretto di Taiwan" nel caso di attacco cinese all'isola che Pechino rivendica come parte "sacra" e "inalienabile" del suo territorio.

Le dichiarazioni contestate sono "una palese interferenza negli affari interni della Cina, violano gravemente il principio della 'Unica Cina' e sono estremamente gravi per natura e impatto", ha detto un portavoce del ministero del Commercio in risposta a una domanda sulle motivazioni alla base della stretta.

Allo scopo di "salvaguardare la sicurezza e gli interessi nazionali e per adempiere agli obblighi internazionali come la non proliferazione, e in conformità con le leggi e i regolamenti pertinenti, la Cina ha deciso di vietare l'esportazione di tutti i prodotti a duplice uso agli utilizzatori finali militari giapponesi, per scopi militari, nonché a qualsiasi altro utilizzatore finale che contribuirebbe a migliorare le capacità militari del Giappone", ha rincarato l'addetto stampa.

Pertanto, "qualsiasi organizzazione o individuo di qualsiasi paese o regione che violi le nuove disposizioni trasferendo o fornendo prodotti a duplice uso originari della Cina a organizzazioni o individui giapponesi sarà ritenuto legalmente responsabile in conformità con la legge", ha precisato il portavoce.