L'intesa stretta tra l'Egitto e Israele sul gas è "puramente commerciale, concluso sulla base di pure considerazioni economiche e di investimento, e non implica alcuna dimensione o intesa politica". Lo ha detto il capo dell'ufficio stampa statale egiziano all'indomani dell'intesa da 30 miliardi di dollari approvata ieri dal premier israeliano Benjamin Netanyuahu.
"L'accordo - spiega il capo della comunicazione egiziano Diaa Rashwan - rientra nel quadro di un chiaro interesse strategico per l'Egitto, che è quello di rafforzare la propria posizione di unico hub regionale per il commercio del gas nel Mediterraneo orientale, facendo affidamento su infrastrutture avanzate e ingenti investimenti".
Smentite, quindi alcune interpretazioni attribuite a "piattaforme mediatiche e social network", di un avvicinamento a Israele dell'Egitto, da sempre strenuo sostenitore dello Stato palestinese. "Quanto accaduto - ha insistito Radwan - è stato un contratto commerciale soggetto alle regole del mercato e ai meccanismi di investimento internazionali, ben lontano da qualsiasi strumentalizzazione o interpretazione politica. Le parti dell'accordo sono note società commerciali internazionali che operano da anni nel settore energetico, tra cui la società americana Chevron, insieme ad aziende egiziane specializzate nella ricezione, nel trasporto e nel commercio di gas, il tutto senza alcun intervento governativo diretto nella conclusione di questi contratti".
Anche "la posizione dell'Egitto sulla questione palestinese è incrollabile e non cambierà. Si basa sul sostegno ai legittimi diritti del popolo palestinese, sul rifiuto degli sfollamenti forzati e sull'adesione alla soluzione dei due Stati". Lo ha detto il capo della Comunicazione egiziana Diaa Rashwan, commentando l'intesa sul gas israeliano.
"L'Egitto ha svolto un ruolo decisivo nel contrastare i piani di sfollamento e nel proporre un percorso per la ricostruzione di Gaza, come affermato nei risultati del vertice di Sharm El-Sheikh, a testimonianza della coerenza della posizione politica e morale dell'Egitto", ha concluso.