Estero

Trump blocca tutte le petroliere di Maduro

‘Assedio finché non ci ridanno il petrolio rubato'. Ira di Caracas, sale il greggio

Petroliera al largo di Maracaibo
(Keystone)
17 dicembre 2025
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Alla vigilia del suo discorso alla nazione per rivendicare i successi del suo ritorno alla Casa Bianca, sullo sfondo di un forte calo nei sondaggi, Donald Trump ha ordinato "un blocco totale e completo di tutte le petroliere soggette a sanzioni che entrano ed escono dal Venezuela". Caracas "è completamente circondato dalla più grande Armada mai assemblata nella storia del Sud America", ha avvisato su Truth, annunciando che "il regime venezuelano è stato designato come organizzazione terroristica straniera".

"Questa flotta non farà che ingrandirsi e lo shock per loro sarà senza precedenti, finché non restituiranno agli Stati Uniti d'America tutto il petrolio, i territori e gli altri beni che ci hanno precedentemente rubato", ha minacciato, tradendo apertamente le sue mire energetiche ed economiche sul Venezuela, che ha le risorse petrolifere più grandi del mondo. La mossa ha fatto salire il prezzo del greggio e infuriare Caracas, che ha incassato la solidarietà di Mosca e Pechino e l'appello alla de-escalation Usa da parte di vari Paesi latini, dal Messico al Brasile.

‘Grottesca minaccia’

Per il governo venezuelano l'annuncio di The Donald è una "grottesca minaccia": "Trump intende imporre in modo assolutamente irrazionale un presunto blocco militare navale con l'obiettivo di rubare le ricchezze venezuelane". Caracas ha inoltre invitato le Nazioni Unite – contestate per il duro rapporto sui diritti umani nel Paese sudamericano – a condannare pubblicamente come "atto di pirateria" il sequestro di una petroliera nelle sue acque territoriali da parte degli Stati Uniti, che mantengono una massiccia presenza militare nel Mar dei Caraibi con il pretesto di combattere il narcotraffico. Anche la presidente messicana Claudia Sheinbaum ha invocato l'intervento dell'Onu affinché assuma "il suo ruolo in questo conflitto" in cui è "stato vistosamente assente".

Keystone‘Basta guerre per il petrolio’

Sono scesi in campo pure i due alleati più forti di Caracas, Pechino e Mosca. "La Cina si oppone a ogni forma di bullismo unilaterale e sostiene tutti i Paesi nel difendere la propria sovranità e dignità nazionale. Il Venezuela ha il diritto di sviluppare in modo indipendente una cooperazione reciprocamente vantaggiosa con altri Paesi", ha detto il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, in una conversazione con il suo omologo a Caracas, Yvan Gil. Mentre il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ne ha approfittato per bacchettare ancora il vecchio continente: "Le azioni nei Caraibi degli Stati Uniti causano rifiuto in quasi tutti i Paesi, tranne gli europei, che si nascondono e tacciono su qualsiasi critica a Washington" perché hanno l'unico obiettivo di convincere gli Usa a continuare la guerra in Ucraina impedendo a Trump di "promuovere la sua agenda costruttiva, finalizzata alla risoluzione della crisi".

L’eccezione Chevron

Caracas assicura che le operazioni di esportazione del greggio venezuelano continuano regolarmente. Ma diverse petroliere sono ferme nei porti venezuelani e altre si stanno allontanando dalla regione, secondo i dati di tracciamento delle navi. Fa eccezione l'americana Chevron, che resta uno degli ultimi grandi spedizionieri di petrolio venezuelano dopo il sequestro di una prima petroliera sanzionata. In base alla licenza concessa dall'amministrazione Trump, circa metà del petrolio estratto dall'azienda e dalla compagnia statale PdVSA va al governo di Maduro, che poi cerca di monetizzarlo vendendo il greggio a Cina (81%) o Cuba (2%) tramite una flotta ombra.

Se il traffico petrolifero sanzionato del Venezuela dovesse restare bloccato a lungo, la principale fonte di entrate di Maduro (oltre il 90%) si prosciugherebbe, strangolandolo finanziariamente. Paradossale però che fino a qualche giorno fa il principale beneficiario della nuova licenza di Chevron fosse un uomo d'affari panamense, poi sanzionato dagli Usa: Ramón Carretero, legato alla famiglia Maduro. Una società collegata a Carretero ha venduto circa 500 milioni di dollari di greggio proveniente dal giacimento Petroboscán dal luglio scorso.

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