La Casa Bianca ha inviato un duro messaggio privato al premier israeliano Benjamin Netanyahu, sottolineando che l'uccisione di un alto comandante di Hamas nel fine settimana ha costituito una violazione dell'accordo di cessate il fuoco mediato dal presidente Trump.
Lo scrive Axios citando due funzionari Usa. Il messaggio arriva in un contesto di crescenti tensioni tra l'amministrazione Trump e il governo Netanyahu sulla prossima fase dell'accordo per porre fine alla guerra a Gaza e sulla più ampia politica regionale di Israele.
Secondo i due funzionari statunitensi, il segretario di Stato Marco Rubio, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il consigliere di Trump e genero Jared Kushner sono diventati molto frustrati nei confronti di Netanyahu, che il 29 dicembre dovrebbe incontrare il tycoon a Mar-a-Lago.
Sabato Israele ha ucciso a Gaza city Raed Saad, vice comandante dell'ala militare di Hamas e uno dei presunti architetti degli attacchi del 7 ottobre. Funzionari statunitensi hanno affermato che il governo israeliano non ha notificato né consultato gli Stati Uniti prima dell'attacco.
"Il messaggio della Casa Bianca a Netanyahu è stato: 'Se vuoi rovinare la tua reputazione e dimostrare che non rispetti gli accordi fai pure, ma non permetteremo che tu rovini la reputazione del presidente Trump dopo che ha mediato l'accordo su Gaza'", ha dichiarato un alto funzionario americano.
Un funzionario israeliano ha confermato che la Casa Bianca era scontenta, ma ha sostenuto che il messaggio era più blando - ossia che "alcuni Paesi arabi" considerano l'azione una violazione del cessate il fuoco. Ma, secondo i funzionari statunitensi, la Casa Bianca è stata inequivocabile nel ritenere che Israele abbia violato il cessate il fuoco. Questo, secondo Axios, è stato solo l'ultimo di una serie di scontri tra la Casa Bianca e il governo Netanyahu.
L'amministrazione Trump ad esempio ritiene che gli attacchi transfrontalieri di Netanyahu stiano indebolendo gli sforzi statunitensi per aiutare il governo di al-Sharaa a stabilizzare il Paese e stiano minando l'obiettivo di raggiungere un nuovo accordo di sicurezza tra Siria e Israele.
La Casa Bianca inoltre è sempre più preoccupata per la violenza dei coloni contro i palestinesi e per ciò che considera provocazioni israeliane. Dirigenti Usa ritengono che le politiche di Israele creino un clima che danneggia gli sforzi della Casa Bianca per ampliare gli Accordi di Abramo, soprattutto con l'Arabia Saudita. "Gli Stati Uniti non chiedono a Netanyahu di compromettere la sicurezza di Israele. Gli chiediamo di non compiere passi che nel mondo arabo sono percepiti come provocazioni", ha detto uno di loro.
Frizioni anche su Gaza: la Casa Bianca pensa che Netanyahu sia miope su molte questioni, in particolare per quanto riguarda il passaggio alla seconda fase dell'accordo di pace, che richiede un arretramento maggiore delle truppe israeliane. Il presidente Trump ha detto a Netanyahu, in una recente telefonata, che deve essere un "partner migliore" su Gaza. "Steve e Jared sono furiosi per l'inflessibilità israeliana su diverse questioni legate a Gaza", ha affermato un funzionario statunitense, riferendosi a Witkoff e Kushner.