Nuovo passo della giustizia internazionale a sostegno dell'Ucraina. Domani, nel corso di una conferenza di alto livello a L'Aja, sarà istituita la commissione del Consiglio d'Europa incaricata di esaminare e valutare le richieste di risarcimento presentate dalle vittime dell'aggressione russa.
Si tratta della seconda fase del meccanismo che nel 2023 ha visto la nascita del registro dei danni. Alla cerimonia è prevista anche la presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che in tarda mattinata dovrebbe anche tenere una conferenza stampa con il premier olandese Dick Schoof.
L'iniziativa, a quanto si apprende, partirà con numeri senza precedenti: oltre 30 Paesi sono già pronti a sostenerla, uno dei livelli più alti di adesione mai registrati per un trattato del Consiglio d'Europa - 228 finora - nei suoi 76 anni di storia.
Il registro dei danni è già operativo e raccoglie le segnalazioni presentate da cittadini, imprese e istituzioni - attraverso l'app Diia dell'amministrazione ucraina -, che spaziano dalla distruzione di abitazioni e infrastrutture a violenze fisiche e sessuali e gravi violazioni dei diritti umani. La nuova commissione avrà il compito di verificare i ricorsi, accertare l'entità dei danni e stabilire i risarcimenti.
A comporla saranno commissari nominati dagli Stati firmatari, con competenze a tutto campo: esperti di valutazione dei danni e arbitrati, giuristi, specialisti nel supporto alle vittime, affiancati da figure con profili medici, psicologici e sociali, fondamentali per affrontare i casi di danno morale.
L'avvio a pieno regime sarà subordinato alle ratifiche parlamentari e potrebbe richiedere circa un anno. Il percorso, tuttavia, è già delineato: nel 2026 è prevista la terza fase, con l'istituzione di un fondo di compensazione che potrebbe essere alimentato anche dagli asset russi congelati.