Un anno di sangue, incluso per i giornalisti: sono 67 i reporter uccisi nel mondo in questi ultimi dodici mesi, di cui quasi la metà nella Striscia di Gaza "sotto il fuoco delle forze israeliane". Lo rende noto Reporter senza frontiere (Rsf) nel suo bilancio annuale pubblicato oggi.
"Il numero dei giornalisti uccisi (dal primo dicembre 2024 al primo dicembre 2025) è tornato a crescere, a causa delle pratiche criminali delle forze armate regolari e non e della criminalità organizzata", deplora l'associazione con sede a Parigi secondo la quale "i giornalisti non muoiono, vengono uccisi".
A sei giorni dalla condanna a sette anni di carcere in Algeria del cronista sportivo francese Christophe Gleizes per apologia del terrorismo, Reporter senza frontiere evoca anche 503 giornalisti attualmente dietro le sbarre in 47 Paesi del mondo (121 in Cina, 48 in Russia, 47 in Birmania).
L'organizzazione conteggia anche 135 reporter scomparsi, di cui alcuni da oltre 30 anni, nonché 20 giornalisti in ostaggio, principalmente in Siria e nello Yemen. Nel 2023, i giornalisti uccisi nel bilancio di Rsf erano stati 49, tra i bilanci più bassi dell'ultimo ventennio, ma la guerra tra Israele e Hamas ha fatto tragicamente risalire il bilancio nel 2024 (66 uccisi nel mondo secondo i dati riaggiornati) e 67 nel 2025.
Reporter senza frontiere deplora anche il 2025 come "anno più letale per i giornalisti in Messico da almeno tre anni", con nove giornalisti uccisi malgrado gli impegni assunti lo scorso anno dalla presidente, Claudia Sheinbaum.
Tra gli altri Paesi con il bilancio più pesante, l'Ucraina (tre giornalisti nel 2025 uccisi tra cui il fotoreporter francese Antoni Lallican), e il Sudan (quattro giornalisti uccisi).
Altre organizzazioni pubblicano dati diversi a seconda dei metodi impiegati. Sul suo sito web, l'Unesco conteggia al momento 91 giornalisti uccisi nel mondo nel 2025.