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Mondo: Iata, utili netti compagnie aeree a 39,5 mld dlr nel 2025

9 dicembre 2025
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Le compagnie aeree hanno rivisto al rialzo le loro previsioni di utili per il 2025 e stimano che un nuovo record di passeggeri sarà raggiunto l'anno prossimo: il numero di viaggi individuali dovrebbe superare la soglia di cinque miliardi, in crescita del 4,4% su base annua.

Secondo l'International Air Transport Association (Iata), che rappresenta circa 360 vettori che rappresentano l'80% del traffico aereo globale, si prevede che gli utili netti complessivi delle compagnie aeree nel 2025 raggiungeranno i 39,5 miliardi di dollari (31,8 miliardi di franchi al cambio attuale), rispetto ai 36 miliardi di dollari previsti a giugno durante l'assemblea generale annuale dell'organizzazione a Nuova Delhi (India).

Questo significativo miglioramento è stato attribuito in particolare dal direttore generale della Iata, Willie Walsh, a una performance migliore del previsto nel trasporto aereo merci, nonostante le guerre commerciali a tutto campo lanciate ad aprile dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

"La resilienza del trasporto aereo merci è stata particolarmente impressionante", ha commentato in una conferenza stampa presso la sua sede centrale a Ginevra Walsh, il quale ritiene che il commercio globale si stia "adattando al protezionismo statunitense". La Iata prevede 71,6 milioni di tonnellate di merci trasportate per via aerea il prossimo anno, con un aumento del 2,4% su base annua.

Il fatturato totale delle compagnie aeree dovrebbe superare i 1000 miliardi di dollari quest'anno, raggiungendo 1008 miliardi, rispetto alla precedente previsione di 979 miliardi, secondo la Iata, che prevede un aumento delle vendite a 1053 miliardi di dollari entro l'anno prossimo.

Per il 2026, la Iata prevede profitti totali di 41 miliardi di dollari, un record in termini assoluti, ma "una stabilizzazione della redditività" per le compagnie aeree, in un contesto di persistenti problemi di disponibilità degli aeromobili. Le compagnie aeree, inoltre, dovrebbero beneficiare di un calo dei prezzi del petrolio: si prevede che il carburante rappresenterà solo il 25,7% delle loro spese operative il prossimo anno, rispetto al 26,8% del 2025 e persino al 31,8% del 2023, a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina, che aveva contribuito a far salire i prezzi del greggio. La debolezza del dollaro statunitense andrà a vantaggio anche dei vettori situati al di fuori della zona del dollaro, secondo la Iata.