Il divario tra ricchi e poveri si è ulteriormente aggravato dagli anni Novanta ad oggi, con il 10% dei più ricchi attraverso il pianeta (556 milioni di adulti) che percepisce attualmente il 53% dei redditi mondiali e detiene il 75% del patrimonio, mentre la metà più povera (circa 2,8 miliardi di adulti) raccoglie appena l'8% dei redditi e il 2% del patrimonio.
È quanto emerge da un rapporto pubblicato oggi dal World Inequality Lab (WIL), istituto gestito dall'École d'économie di Parigi e dall'università di Berkeley, in California (USA), ripreso in prima pagina dal quotidiano francese Le Monde. ''In 30 anni - scrive il giornale - il patrimonio degli ultraricchi e le ineguaglianze sono esplose''. I "560 principali patrimoni del pianeta - precisa il giornale riprendendo i contenuti del rapporto - sono cresciuti dell'8,4% all'anno contro l'1% per le classi medie''.
''Queste disuguaglianze - scrive ancora Le Monde - si materializzano ovunque, tra uomini e donne, tra paesi del nord e paesi del sud, ponendo gravi sfide democratiche. In Europa, come negli Stati Uniti, il lavoro malpagato alimenta scontento sociale sul quale prosperano i populismi".
Il WIL insiste quindi sull'importanza del ''volontarismo politico, unico fattore in grado di invertire la tendenza''.