Nonostante la pressione degli Usa perché New Delhi ponga fine alle importazioni di petrolio russo, l'asse tra India e Russia sembra uscire rafforzato dalla visita di due giorni di Vladimir Putin nel Paese asiatico, con il premier Narendra Modi che, dopo averlo accolto con un abbraccio ai piedi della scaletta del suo aereo, si è dichiarato "entusiasta di avere dato il benvenuto all'amico Putin".
Nel comunicato congiunto in 70 punti emesso al termine dei colloqui alla Hyderabad House, non si fa alcun accenno al conflitto in Ucraina. Ma Modi ha toccato l'argomento nella conferenza stampa conclusiva, accennando indirettamente ai negoziati in corso con la mediazione americana. "Sin dall'inizio - ha detto il primo ministro - l'India ha solidamente chiesto la pace: diamo il benvenuto a tutti gli sforzi in corso per una soluzione pacifica e durevole". "Siamo sempre stati pronti a contribuire", ha aggiunto.
Putin non ha commentato davanti ai giornalisti. Ma in mattinata, citato dalle agenzie russe, aveva fatto sapere che durante una cena informale giovedì sera, subito dopo il suo arrivo, ha informato "nei dettagli Modi sulla situazione in Ucraina e sull'andamento dei colloqui con gli Usa "per trovare una soluzione pacifica a questa crisi".
Modi vive un difficile equilibrio tra l'esigenza di mantenere le importazioni di energia dalla Russia e le pressioni di Donald Trump, che ha imposto dazi punitivi fino al 50% a New Delhi nel tentativo di obbligarla a rinunciare agli acquisti di greggio da Mosca, affermando che essi finanziano lo sforzo bellico russo.
Secondo il premier, "la sicurezza energetica è stata un saldo pilastro della partnership indo-russa". Mentre Putin ha affermato che il suo Paese è pronto "a garantire la fornitura continua di carburante per l'economia indiana in rapida crescita". Nella dichiarazione congiunta, le parti hanno evidenziato "la cooperazione attuale e potenziale tra le aziende russe e indiane in settori quali petrolio e prodotti petroliferi, tecnologie di raffinazione e petrolchimiche, servizi petroliferi, tecnologie di estrazione e infrastrutture correlate".
All'ordine del giorno dei colloqui anche la cooperazione militare, in particolare sulle possibili forniture russe di sistemi avanzati di difesa aerea, caccia e sottomarini nucleari all'India, che è uno dei principali importatori di armamenti russi. Ma anche lo spinoso tema dello squilibrio commerciale tra i due Paesi, dovuto in gran parte proprio al boom delle importazioni energetiche indiane.
L'export russo verso l'India ammonta a circa 65 miliardi di dollari all'anno, mentre quello indiano si ferma sotto i 5 miliardi. Mosca, secondo quanto riferisce il Guardian, ha dichiarato di essere pronta ad importare più beni indiani, con l'obiettivo di far crescere l'interscambio fino a 100 miliardi di dollari entro il 2030.