Il settore opera sotto la pressione delle recenti operazioni militari statunitensi nei Caraibi, che hanno alimentato timori per la continuità delle attività energetiche. Nonostante il contesto, sia le esportazioni sia le importazioni necessarie alla produzione sono proseguite senza interruzioni.
L'incendio in un impianto della Faja del Orinoco ha ridotto temporaneamente la capacità della statale petrolifera Pdvsa di produrre crudo sintetico. Per aggirare il blocco, la compagnia ha aumentato gli acquisti di nafta dall'estero, utilizzata sia come diluente sia per sostenere la produzione di carburanti destinati al mercato interno.
La Cina resta il principale acquirente, assorbendo circa l'80% dei carichi, mentre sono cresciuti i volumi verso gli Stati Uniti tramite Chevron mentre Cuba continua a ricevere forniture ridotte. In aumento anche il commercio di combustibili e prodotti petrolchimici, insieme al raddoppio delle importazioni di idrocarburi leggeri da Stati Uniti e Russia e, nonostante la presenza militare Usa nella regione, la logistica petrolifera del Paese sudamericano è rimasta stabile.