Rubio avverte che l'influenza di Teheran e della Guardia rivoluzionaria mette a rischio la sicurezza nazionale; Washington intensifica operazioni nel Caraibi e Maduro potenzia la sicurezza
Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha denunciato la presenza di Iran e Hezbollah in Venezuela, definendola "un pericolo" per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
"L'Iran è presente, e di questo non si parla abbastanza", ha detto Rubio in un'intervista a Fox News - rilanciata dai media locali - in cui ha accusato il "regime venezuelano" di Nicolas Maduro di rappresentare "una fonte di instabilità regionale" per aver permesso l'insediamento di iraniani e della Guardia rivoluzionaria sul proprio territorio. Per il segretario di Stato, Teheran "mostra ostilità verso gli Stati Uniti" e la sua influenza in Venezuela espone una vulnerabilità.
Le dichiarazioni arrivano mentre Washington intensifica le operazioni militari nel mar dei Caraibi contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti, azioni contestate da organizzazioni internazionali per potenziali violazioni dei diritti umani e che Caracas considera una minaccia alla propria sovranità nel contesto di un tentativo di cambio di regime.
Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha intanto rafforzato in modo significativo il suo apparato di sicurezza personale di fronte al timore crescente di una possibile operazione militare statunitense.
Lo riporta il New York Times - rilanciato dai media locali - secondo cui attorno al leader chavista domina un clima di tensione e incertezza, alimentato dalla percezione del rischio di perdere il controllo del potere dopo dodici anni al governo.
Secondo fonti del quotidiano statunitense, Maduro avrebbe iniziato a cambiare frequentemente alloggio e telefono cellulare per prevenire eventuali tracciamenti o attacchi. Parallelamente, nella sua cerchia ristretta di guardie del corpo è aumentata la presenza di ufficiali dell'intelligence cubana, alleata di Caracas, con l'obiettivo di ridurre al minimo il rischio di tradimento interno.
Le misure di sicurezza sono state intensificate a partire da settembre, quando la Casa Bianca ha dispiegato navi da guerra nel mar dei Caraibi e dato ordine di bombardare imbarcazioni sospettate di narcotraffico. Donald Trump ha più volte accusato Maduro di guidare un "cartello narcoterrorista" responsabile dell'ingresso di droga negli Usa e ha fissato una taglia da 50 milioni di dollari per la sua cattura.