Estero

Mosca avanza e approva un maxi-riarmo

30 novembre 2025
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La guerra resta una priorità per Mosca: mentre continua l'avanzata della sua Armata in Ucraina, Vladimir Putin ha confermato il trend di spesa militare avviato nell'ultimo decennio, approvando per l'anno prossimo spese per quasi 170 miliardi di dollari, quasi il 30% dell'intero bilancio federale

Lo zar del Cremlino ha firmato venerdì la legge sul bilancio federale russo per il 2026 e il periodo di pianificazione 2027-2028. Nel prossimo anno si prevede una crescita del Pil del 1,3%, in deciso calo rispetto all'ultimo biennio. Su 569 miliardi di dollari di spese previste 166,8 miliardi sono destinati al settore della difesa, a cui si aggiungono altri fondi per la sicurezza interna.

Una contrazione minima rispetto al 2025, anno record per le spese militari russe che dovrebbero attestarsi al 7,2% del Pil, i dati finali sono attesi a dicembre. In valori assoluti, Mosca ha speso tre volte di più di quanto ha fatto Kiev, che pure ha impegnato oltre il 30% del Pil, strappando anche il primato mondiale tra i Paesi importatori di armi.

Intanto, mentre i negoziatori annodano i fili di un possibile accordo di pace che passa per l'incontro la prossima settimana a Mosca tra lo zar del Cremlino e l'inviato speciale americano Steve Witkoff, i russi continuano a martellare l'Ucraina con decine di missili e centinaia di droni, e ad avanzare.

Sul terreno è sempre più rovente la situazione a Pokrovsk, obiettivo principale dei soldati di Putin che conquistando la roccaforte ucraina potrebbero rivendicare il controllo su tutto il Donetsk bramato dal loro zar. Le truppe d'assalto avrebbero preso il controllo nelle ultime ore dell'area di Grishino, ultimo bastione difensivo a sud del centro della città, dove gli ucraini avevano concentrato il grosso delle proprie truppe per interrompere l'avanzata. I russi, secondo il ministero della Difesa, continuano poi a premere anche più a nord, nella zona di Rivne.

A Kiev, le mappe aggiornate dei blogger militari ucraini confermano l'avanzata russa e sui media alcuni esperti suggeriscono sia arrivato il momento di ordinare la ritirata, prima che l'Armata di Mosca possa riuscire a concludere una manovra a tenaglia per circondare Pokrovsk. I russi avrebbero dispiegato nell'area 150mila soldati a cui si sono aggiunte altre 18mila unità delle forze speciali: "In migliaia rimarrebbero intrappolati" in caso di accerchiamento, avvertono gli analisti, secondo i quali le forze ucraine in campo sono 5-10 volte inferiori.

Appelli alla ritirata che hanno costretto il comandante delle forze d'assalto aviotrasportate ucraine, Oleh Apostol, ad ammonire che queste posizioni "demoralizzano" i militari in battaglia e "fanno il gioco" del nemico: "Pokrovsk continua a resistere", ha tuonato il responsabile militare.

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