Estero

Volontaria italiana, 'aggrediti dai coloni con calci e pugni'

30 novembre 2025
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"Stavamo dormendo quando alle 5 siamo stati attaccati da un gruppo di coloni armati di bastoni e fucili, erano 10 e mascherati. Hanno cominciato a picchiarci con pugni e a schiaffeggiarci, ma in particolare calci in faccia, nelle costole, nell'addome, lungo le gambe".

Lo racconta a Sky Tg24 una volontaria italiana di 27 anni, tra i tre cittadini italiani aggrediti dai coloni israeliani in Cisgiordania insieme a un'altra volontaria canadese.

"Loro sapevano che eravamo persone internazionali lì e quando se ne sono andati, dopo aver rubato tutta la nostra roba, ci hanno detto 'Don't come back here' (non tornate)", ha riferito.

"Io in questo momento ho un forte dolore alle costole. La mia amica del Canada che ora è qui con me sta molto peggio di me, ha dei lividi neri per tutta la lunghezza della gamba e dell'addome", ha raccontato la volontaria.

"È da precisare che questo è successo in 'Zona A', dove per legge, anche per gli accordi di Oslo, non dovrebbe esserci nessun tipo di presenza israeliana".

Fanno parte della campagna Faz3a

I tre italiani feriti nell'assalto di una decina di coloni israeliani nella comunità di Ein al-Duyuk, vicino a Gerico, in Cisgiordania, appartengono alla campagna Faz3a.

'Faz3a' è un'iniziativa a guida palestinese nata, si legge sul suo sito, "per rispondere all'estrema necessità di organizzare sul terreno una forma di protezione civile internazionale dalla violenza israeliana in queste circostanze". La campagna è sostenuta da varie associazioni e organizzazioni italiane ed è coordinata da Assopace Palestina.

Gli attivisti e le attiviste della campagna si trovavano dentro una casa di persone palestinesi quando "il gruppo di coloni è entrato e ha cominciato a malmenarli, portandogli via documenti, soldi e telefoni", riferisce la fonte spiegando che a essere preso particolarmente di mira è stato uno dei ragazzi.

Anche lui, comunque, è uscito da dall'ospedale. Tutti gli attivisti sono ora a Ramallah in una casa di volontari e "lasceranno il Paese solo al termine della loro missione".