Estero

Juan Carlos I, 'non mi pento di nulla, tutti commettono errori'

26 novembre 2025
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Il re Juan Carlos I torna a far parlare di sé per un'intervista alla tv France 3 in cui ha riconosciuto di aver commesso "errori", seppure assicurando di non avere pentimenti né rimorsi e di sperare che gli spagnoli "comprendano tutto ciò che ho fatto" e lo perdonino.

Nelle anticipazioni della lunga intervista - che andrà in onda questa sera in 'prime time' - riprese da tutti i media iberici, il monarca riflette sulla sua vita, i 39 anni di regno, dal 1975 al 2014, e i momenti più significativi della sua carriera, in occasione della pubblicazione in Francia delle sue memorie 'Reconciliacion', che usciranno in Spagna il 3 dicembre da Planeta.

"Ho servito la Spagna e gli spagnoli, a volte non ho prestato attenzione alla mia famiglia e spero che mi perdonino e che gli spagnoli comprendano tutto ciò che ho fatto", assicura Juan Carlos nell'intervista al programma 'I segreti della Storia', intitolata 'Confidenze di un re caduto in disgrazia'.

Alla domanda se abbia rimorsi o pentimenti, Juan Carlos replica: "No, almeno tento di non averne". Per poi precisare che "tutti gli uomini commettono errori, tutti li commettono".

Parole che arrivano all'indomani delle commemorazioni in Spagna dei 50 anni della morte di Franco (il 20 novembre 1975) - che segnò la sua successione come capo dello Stato e il ritorno della monarchia in Spagna - dalle quali il re emerito, auto esiliatosi ad Abu Dhabi da un lustro, non è stato invitato.

Nel corso dell'intervista, come già in precedenti colloqui con media francesi, Juan Carlos ha condiviso retroscena significativi del suo rapporto con Francisco Franco. Ha rivelato che il 'caudillo' era al corrente delle sue ambizioni democratiche e che, quando gli chiese se lo avesse aiutato nel futuro, il dittatore rispose: "Lo dovrà fare lei, io non posso farlo". Ha ripetuto che, il giorno prima di morire, Franco gli prese la mano per dirgli: "Altezza, l'unica cosa che le chiedo è che mantenga l'unità di Spagna". "Ed è quello che ho tentato di fare", ha assicurato il re emerito.

Interrogato sul suo primo ricordo del dittatore, Juan Carlo I ha ricordato che fu nel 1947, la prima volta che lo incontrò al Palazzo del Pardo, quando era bambino. "Entrai nel suo studio, avevo nove anni e, d'improvviso, ho visto un topolino e mi misi a fissarlo. Franco mi chiese: 'Cosa guardi?'. Risposi: "Hai un topo". Lui sorrise e quello fu l'inizio di un lungo rapporto".