Il deterioramento della situazione della sicurezza nel nord della Nigeria aumenta l'insicurezza alimentare: lo denuncia il Programma alimentare mondiale (Pam). Dal 2009 le autorità nigeriane combattono le violenze di matrice jihadista nel nord-est del Paese africano, mentre nel nord-ovest e nel centro bande criminali pesantemente armate hanno intensificato negli ultimi anni i loro attacchi mortali, talvolta accompagnati da sequestri a scopo di estorsione.
"Una recrudescenza degli attacchi jihadisti e una crescente instabilità nel nord della Nigeria, il Paese più popoloso del continente, rischiano di provocare un'insicurezza alimentare a livelli mai raggiunti prima", afferma il Pam. "Trentacinque milioni di persone dovrebbero trovarsi ad affrontare una grave insicurezza alimentare durante la stagione di carestia del 2026", e questo rappresenta "il dato più alto mai registrato in Nigeria dall'inizio delle analisi e il più alto del continente", stima l'organizzazione dell'Onu.
"Circa 15'000 persone nello Stato di Borno" nel nord-est del Paese, in cui gli attacchi jihadisti hanno causato oltre 40'000 morti e sfollato più di due milioni di persone, rischiano di essere colpite da "condizioni simili alla carestia", ha detto ancora il Pam. I tagli agli aiuti occidentali, in particolare all'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (Usaid) voluti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, hanno messo in grave difficoltà i programmi umanitari.