"Radicale accelerazione" nello sviluppo farmacologico
Il profiling genetico ha introdotto una "radicale rivoluzione nel trattamento del cancro", che ha raddoppiato i tassi di sopravvivenza per alcuni malati terminali e ha dato inizio a una accelerazione nello sviluppo farmacologico. Come riferisce oggi il quotidiano The Australian, un rapporto dell'organizzazione scientifica Omico, che ha profilato quasi 30 mila tumori incurabili o di prognosi negativa nell'ultimo decennio, conferma che pazienti con trattamenti mirati per i loro tumori vivono fino al 50% più a lungo dei pazienti trattati con terapie standard.
In seguito a tale sviluppo, l'85% dei tumori testati utilizzando strumenti genomici sono ora identificati come indicati per farmaci mirati, basati sull'impronta genetica del tumore stesso. Un notevole progresso nel campo dell'oncologia di precisione, sostiene la Omico, considerando che 10 anni fa solo un caso di cancro su 10 aveva un target identificato per una forma di terapia.
L'oncologia di precisione consente una terapia innovativa che identifica i mutamenti genetici nelle cellule cancerose che ne determinano la crescita. Usando profiling molecolare avanzato come il profiling genomico comprensivo, vengono identificati l'intero sequencing del genoma e l'immunoistochimica, le alterazioni cellulari distintive dette biomarker. I medici possono quindi abbinare i pazienti ai trattamenti di precisione con maggiore efficacia, in base agli specifici biomarker del loro cancro.
Omico, un'organizzazione scientifica indipendente non profit ha costituito l'infrastruttura che permette profiling molecolare e Clinical Trial Matching, una versione specializzata nell'aiutare i medici nella valutazione dei candidati a test clinici. L'organizzazione, che unisce istituti per la ricerca sui tumori, ricercatori, medici specialisti, partner del settore ed enti governativi, che trattano pazienti riferiti da ospedali e da specialisti. L'"Impact Report from Momentum to Mainstream" di Omico registra dal 2016 i dati di pazienti presentati per comprehensive genomic profiling, abbinati a trattamenti mirati e conferma che hanno vissuto in media sette mesi dipiù, e che per alcuni la sopravvivenza è stata più che doppia.