Lo Stato diventa maggiore azionista con golden share; investimenti 2026-2027 e garanzie per prestiti privati per ridurre la dipendenza estera
Il governo giapponese investirà oltre mille miliardi di yen, pari a circa 5,5 miliardi di euro, in Rapidus, la start-up nazionale creata nel 2022 con il sostegno di colossi come Toyota e Sony, con l'obiettivo di produrre in patria semiconduttori di alta fascia.
L'annuncio, formalizzato nel fine settimana dal ministero dell'Economia (Meti), prevede un impegno strutturato tra il 2026 e il 2027, con una combinazione di investimenti diretti, sovvenzioni e garanzie per prestiti privati. Già nell'esercizio fiscale in corso, lo Stato ha stanziato 100 miliardi di yen tramite l'Agenzia per la promozione delle tecnologie informatiche, diventando il maggiore azionista di Rapidus e acquisendo una "golden share" con diritto di veto su decisioni chiave, come la nomina dei vertici aziendali.
Il progetto si inquadra in una strategia nazionale più ampia, resa possibile da una legge revisionata ad agosto, che consente un intervento diretto dello Stato nello sviluppo di chip avanzati. Tra le motivazioni, l'urgenza di ridurre la dipendenza estera in un settore vitale per la sicurezza economica, soprattutto con la crescita esponenziale dell'intelligenza artificiale, che richiede chip sempre più veloci ed efficienti.
"Il successo di Rapidus è un progetto nazionale che non può fallire," ha dichiarato il ministro per la Rivitalizzazione economica Ryosei Akazawa, sottolineando come il rafforzamento del capitale proprio sia essenziale per attrarre ulteriori investimenti privati. L'azienda prevede di quotarsi in Borsa intorno al 2031, segnale di una transizione mirata verso l'autosufficienza, pur in un contesto di competizione globale sempre più serrata tra Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e Unione Europea. Per sostenere lo sforzo, il governo ha già promesso garanzie per oltre 2.000 miliardi di yen in prestiti privati, mentre le imprese giapponesi dovrebbero contribuire con circa 130 miliardi nel 2025, con l'obiettivo di raggiungere un totale di mille miliardi di capitali privati.