La prefettura di Niigata, nel Giappone nord orientale, ha dato il via libera al riavvio del reattore numero 6 della centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, gestita dalla Tokyo Electric Power (Tepco): si tratta della prima autorizzazione concessa allo stesso operatore dal disastro di Fukushima, nel marzo del 2011.
L'approvazione del governatore Hideyo Hanazumi arriva nonostante una diffusa diffidenza nei confronti di Tepco, alimentata non solo dal fallimento nella gestione della crisi nucleare di 14 anni fa, ma anche da recenti incidenti legati alla sicurezza presso lo stesso impianto di Niigata, tra cui un accesso non autorizzato nel 2021. L'Autorità di regolamentazione nucleare (Nra) aveva infatti bloccato ogni movimento del combustibile nella centrale fino al dicembre 2023, quando poi il divieto è stato revocato.
Il reattore, i cui preparativi tecnici sono stati completati a ottobre, potrebbe tornare operativo entro il prossimo marzo. Una decisione sostenuta dal governo centrale, che considera il nucleare una fonte stabile e decarbonizzata strategica per la transizione energetica e la sicurezza energetica del Paese.
Tepco, dal canto suo, punta sul riavvio del reattore per risanare i conti, in particolare per la copertura degli ingenti costi di risarcimento e smantellamento legati all'incidente di Fukushima. Per facilitare il consenso locale, la società ha promesso a ottobre un contributo di circa 100 miliardi di yen (510 milioni di franchi) a sostegno dell'economia di Niigata, e ha aperto alla possibilità di una dismissione di due reattori più vecchi.
Tuttavia, il sostegno popolare rimane diviso: un sondaggio condotto all'inizio del mese ha rilevato che appena il 50% dei cittadini è favorevole al riavvio, e un 47% contrario; con quasi il 70% che esprime preoccupazione per l'affidabilità di Tepco nella gestione dell'impianto. Per essere effettiva, la decisione del governatore sarà sottoposta all'assemblea comunale a partire da inizio dicembre.