In Kosovo vi saranno con tutta probabilità a breve nuove elezioni legislative, dopo che oggi il parlamento ha negato per la seconda volta la fiducia a un nuovo esecutivo guidato dal partito di maggioranza Vetevendosje (Autodeterminazione, VV, sinistra nazionalista).
Sono stati infatti solo 56, rispetto al quorum minimo di 61, i voti a favore della squadra di governo presentata dal premier incaricato Glauk Konjufca, esponente di VV. I contrari sono stati 53, quattro gli astenuti.
Il Kosovo è senza nuovo governo dalle ultime elezioni svoltesi il 9 febbraio scorso. Il 26 ottobre era stato bocciato in parlamento un primo tentativo di formare il governo da parte del premier uscente Albin Kurti, leader di Vetevendosje. La presidente Vjosa Osmani ha ora l'obbligo di indire elezioni anticipate che dovranno tenersi entro 40 giorni dalla data dell'annuncio.
Nel suo intervento programmatico, Konjufca aveva sollecitato la fiducia per evitare nuove elezioni, sostenendo che senza un nuovo governo la crisi del Paese non può che aggravarsi. Nei loro interventi in aula gli esponenti dell'opposizione, e i rappresentanti della minoranza serba, hanno accusato il partito di maggioranza e il premier Kurti di aver isolato il Paese e di aver instaurato in Kosovo una autentica dittatura, e di non voler prendere parte alla prosecuzione di una lunga farsa inscenata da Vetevendosje. "Andiamo a nuove elezioni e avrete la risposta dei cittadini a tutto quello che avete fatto", ha detto il deputato di Srpska Lista Igor Simic.
Dopo il voto di febbraio, solo il 26 agosto scorso era stato eletto il presidente del nuovo parlamento, al termine di mesi di stallo sui candidati proposti da VV. Nelle elezioni del 9 febbraio Vetevendosje aveva ottenuto 48 seggi (sul totale di 120), numero insufficiente a governare da solo. Nessuno tuttavia degli altri partiti rappresentati in parlamento ha mostrato di volersi alleare con VV.