Estero

Ripresa dei dati macro americani e attesa per le trimestrali di Nvidia

Pmi, discorsi dei banchieri centrali e dati su inflazione, lavoro e immobili in agenda; settimana ricca di indicatori Usa ed europei

15 novembre 2025
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Il ritorno dei dati macro americani per la fine dello shutdown, anche se con un calendario di ripresa ancora incerto, e le attese trimestrali di Nvidia, in grado di dare una direzione a mercati in tensione per il rischio di bolla nell'intelligenza artificiale, saranno al centro dell'attenzione la prossima settimana, insieme agli indici Pmi e agli interventi dei banchieri centrali.

Lunedì apre le danze il Pil del terzo trimestre del Giappone, a cui seguiranno l'inflazione italiana di ottobre e le stime autunnali della Commissione Ue e, nel pomeriggio, l'indice manifatturiero dello stato di New York. Molti gli interventi di banchieri centrali: per la Bce il vicepresidente Louis de Guindos, Piero Cipollone e Philip Lane, mentre per la Federal Reserve interverranno John Williams e Neel Kashkari.

Martedì sono attesi i dati Adp settimanali sul mercato del lavoro Usa e quelli sulla produzione industriale, mentre per la Fed parlerà il componente non votante Thomas Barkin. Mercoledì arriveranno i dati sull'inflazione di ottobre di Gran Bretagna e dell'Eurozona, questi ultimi che dovrebbero confermare il +2,1% della lettura preliminare. In agenda anche i dati Usa sul mercato immobiliare e quelli dell'Aie sulle scorte e la produzione di greggio. In serata occhi puntati sui trimestrali di Nvidia.

In agenda per giovedì i sussidi di disoccupazione e la vendita di case esistenti negli Usa, nonché l'indice manifatturiero della Fed di Kansas City, mentre per la Fed parleranno Beth Hammack e Austan Goolsbee.

Venerdì i mercati verranno inondati dagli indici Pmi della manifattura e dei servizi sia in Europa che negli Usa. Grande attenzione al discorso della presidente della Bce, Christine Lagarde, all'European Banking Congress, a cui faranno da contorno gli interventi di Joachim Nagel, Martin Kocher e Madis Müller per la Bce e di John Williams e Lorie Logan per la Fed. Dagli Usa arriverà l'indicatore sulla fiducia dell'Università del Michigan.