L'alleanza Nda raggiunge almeno 203 seggi su 243 con oltre il 90% dei seggi scrutati; opposizioni sotto i 40 seggi
Il partito di Narendra Modi e gli alleati della coalizione Nda festeggiano in tutta l'India la schiacciante vittoria riportata nelle elezioni nello stato del Bihar, dove si è votato in due tornate nelle scorse settimane. I risultati definitivi non sono ancora stati resi noti dalla Commissione Elettorale, ma il trend dell'oltre 90% dei seggi scrutinati dà all'alleanza Nda almeno 203 seggi sul totale dei 243. Le opposizioni, che si erano presentate unitamente sotto la sigla Mahagathbandan, si fermano sotto i 40, con un crollo significativo dei consensi soprattutto per il partito del Congresso.
Il Bjp di Modi emerge come il singolo partito più grande, riaffermando la popolarità e la presa del premier, che è stato il protagonista assoluto della campagna. Il risultato riconferma, inoltre, il suo partito nel ruolo di asse portante della scena politica del paese, dopo che, alle elezioni nazionali della primavera del 2024, aveva dovuto ricorrere agli alleati per raggiungere la maggioranza e formare il governo.
Il risultato del Bihar segue il trend delle elezioni che da allora si sono tenute a Delhi, in Maharashtra e nello stato dell'Haryana, e molti osservatori prevedono già che questa vittoria sia un'anticipazione delle votazioni che si terranno nei prossimi mesi nel Bengala Occidentale e in Assam. Scarsissimo il consenso ottenuto dal Jan Suraaj Party, il neonato partito di Prashant Kishor, che secondo tutte le aspettative si caratterizzava come la novità attesa da molti elettori, sia per i contenuti che per lo stile dirompente delle proposte.
Il successo schiacciante del Bjp sugli alleati della coalizione Nda apre infine l'interrogativo su chi verrà designato chief minister dello stato. Durante la campagna si è dato per scontato che nel ruolo sarebbe stato naturalmente riconfermato l'uscente Nitish Kumar, l'anziano leader del locale partito JD(U); ma un Bjp che svetta vittorioso potrebbe essere tentato da domani di modificare gli equilibri. A frenare questa ipotesi c'è però la dipendenza del governo centrale dall'alleato Kumar, oltre che dal TDP di Chandrababu Naidu, chief minister dell'Andhra Pradesh.