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Serbia: migliaia a Novi Sad rendono omaggio a vittime stazione

1 novembre 2025
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Migliaia di persone stanno affluendo a Novi Sad, nel nord della Serbia, per un grande raduno commemorativo nel primo anniversario della morte di 16 persone per il crollo di una tettoia alla locale stazione ferroviaria, il primo novembre 2024.

Una sciagura che ha dato il via a un movimento di protesta degli studenti, appoggiati da larga parta della popolazione, contro la corruzione delle autorità, ritenuta alla base del crollo, ma anche per denunciare l'autoritarismo, la scarsa democrazia e il controllo sui media da parte del presidente Aleksandar Vucic e del governo di Belgrado.

Sin dalle prime ore di stamane gruppi di manifestanti depongono fiori e accendono candele e lumini davanti alla stazione, in omaggio alle vittime del crollo. E alla 11.52, l'ora dell'incidente, verranno osservati 16 minuti di silenzio per ricordare le 16 persone morte nella sciagura che ha scosso profondamente la Serbia. In 14 avevano perso la vita sul colpo, compresi due bambini, mentre due dei feriti gravi erano morti successivamente. Per il crollo sono indagate 13 persone, compresi due ex ministri.

A migliaia erano giunti a Novi Sad già ieri sera, molti anche in bicicletta e a piedi da varie città da dove erano partiti giorni addietro. L'atmosfera è quella del dolore e della commemorazione, e non si sentono cori, slogan, fischietti e vuvuzelas come avvenuto di solito nelle proteste di questi mesi.

L'incidente di Novi Sad è divenuto l'emblema della corruzione, dell'incuria e degli scarsi controlli che sarebbero stati alla base della sciagura di un anno fa, e che ha dato origine a uno dei più vasti movimenti di protesta e contestazione nel paese balcanico dalla caduta del regime di Slobodan Milosevic vent'anni fa.

Le proteste di questi mesi - segnate da blocchi stradali, occupazioni di facoltà universitarie, e grandi raduni in tutto il paese - sono state in larga parte pacifiche, ma in diversi casi sono sfociate in violenze e scontri con la polizia, con decine di feriti e arresti. E il movimento di protesta ha assunto via via connotati sempre più politici, con la richiesta di elezioni anticipate.

Si è sviluppato al tempo stesso un movimento di contestazione delle proteste e di appoggio al governo e al presidente, con manifestazioni in varie città.

Ieri il presidente Vucic, in un intervento televisivo dai toni concilianti, ha espresso l'auspicio che la grande manifestazione di oggi a Novi Sad si tenga pacificamente e senza incidenti. E ribadendo l'appello al dialogo con gli studenti, si è al tempo stesso scusato per suoi errori in dichiarazioni eccessivamente dure e sanzionatorie.

Il governo ha proclamato per oggi il lutto nazionale, e nelle chiese sono in programma celebrazioni religiose in memoria delle 16 vittime.

Tradizionalmente, il primo novembre è una delle date dell'anno in cui nel paese di religione ortodossa si commemorano i defunti e ci si reca al cimitero a deporre fiori e ad accendere candele sulle tombe dei propri cari.