Le spedizioni dal 29 settembre avrebbero fornito 2.000 tonnellate, sufficienti per circa 500 missili; il perclorato di sodio non è esplicitamente incluso nei divieti Onu
L'Iran sembra stare intensificando la ricostruzione del suo programma missilistico, nonostante le sanzioni delle Nazioni Unite, reintrodotte il mese scorso, che vietano al Paese ogni attività relativa a missili balistici in grado di trasportare armi nucleari. Lo scrive la CNN citando fonti d'intelligence europee.
Diverse spedizioni di perclorato di sodio sarebbero arrivate dalla Cina al porto di Bandar Abbas dalla fine di settembre. Questa sostanza non è citata espressamente nei documenti delle Nazioni Unite sui materiali vietati per l'esportazione in Iran, ma consente di ottenere il perclorato di ammonio che alimenta i missili a medio raggio di Teheran.
La CNN afferma che le spedizioni, iniziate il 29 settembre, contengono 2.000 tonnellate di perclorato di sodio acquistate dall'Iran da fornitori cinesi a seguito della guerra dei 12 giorni con Israele.
«Duemila tonnellate sono sufficienti solo per circa 500 missili», ha detto Jeffrey Lewis, direttore del Progetto di non proliferazione dell'Asia orientale al Middlebury Institute of International Studies. «È una quantità notevole, ma l'Iran aveva in programma di produrre circa 200 missili al mese prima della guerra e ora deve sostituire tutti i missili che Israele ha distrutto o utilizzato», ha aggiunto.