Estero

Vucic, 'sanzioni a Nis e stop Ue a gas russo colpo a Serbia'

21 ottobre 2025
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Forte preoccupazione per le difficoltà che si prospettano in campo energetico per la Serbia, dopo l'entrata in vigore delle sanzioni americane al gruppo petrolifero Nis e la decisione della Ue di porre fine alle forniture di gas russo all'Europa, è stata espressa dal presidente Aleksandar Vucic. "Quella di Bruxelles non è una decisione favorevole, anche se c'è un margine di oltre un anno. Ma cosa riusciamo a fare in questo periodo di un anno e pochi mesi?", ha detto Vucic in serata alla stampa serba a Budapest, al termine di un un incontro con il premier ungherese Viktor Orban. "Alla Ue non piacciono quelli che non intendono attuare in pieno la loro politica. Noi vorremmo una politica di pace, ma in tanti oggi non desiderano una politica di pace. L'Ungheria la vuole", ha affermato il presidente, che ha aggiunto tuttavia di non disperare poichè una soluzione per la crisi energetica della Serbia alla fine si troverà. Ha ringraziato a tal proposito l'Ungheria per la disponbilità della sua compagnia Mol a fornire alla Serbia maggiori quantità di derivati del petrolio per sopperire in parte alle restrizioni legate alle sanzioni Usa al gruppo Nis (Naftna Industrija Srbije), decise per via della maggioranza di proprietà detenuta in Nis dal colosso energetico russo Gazprom.

Nei giorni scorsi Mosca ha fatto sapere che il contratto sulle forniture di gas alla Serbia a prezzi di favore è stato prorogato solo fino all'inizio del nuovo anno. "So che i nostri partner russi comprendono quello che possiamo e quello che non possiamo fare. E so che capiscono bene la nostra situazione", ha detto Vucic, ribadendo che Belgrado non intende nazionalizzare la compagnia Nis. Sulla crisi energetica che ha difronte la Serbia è intervenuto anche il ministro delle finanze Sinisa Mali, che ha accompagnato Vucic nella sua visita a Budapest. In dichiarazioni in serata alla tv pubblica Rts, Mali si è mostrato ancora più pessismista di Vucic, definendo "catastrofica" per la Serbia la decisione della Ue di interrompere seppur gradualmente i flussi di gas russo verso l'Europa. "Dal primo gennaio prossimo non ci sarà un nuovo accordo con la Federazione russa sulle forniture di gas. Dal primo gennaio 2027 non vi saranno più flussi di gas russo verso l'Europa", ha detto Mali, sottolineando come tale misura interessa anche la Serbia nonostante non faccia parte della Ue. "Bisogna sapere che noi otteniamo il gas attraverso Bulgaria e Ungheria, che sono paesi membri della Ue. Se tali Paesi non avranno più gas russo, come potremo averlo noi?. Pertanto si tratta di un problema enorme", ha affermato il ministro delle finanze, osservando come alla questione del gas si aggiunge quella delle restrizioni su petrolio e derivati per le sanzioni americane a Nis.